Mara Fabbro e Alberto Pasqual nel Castello di Melfi

Le opere dei due artisti friulani dialogano con le antichità archeologiche del Museo Pallottino

Una delle opere esposte nella mostra di Alberto Pasqual e Mara Fabbro
Fiorella Fiore |  | Melfi (Pz)

Il Castello federiciano di Melfi (Pz), sede del Museo Archeologico Nazionale «Massimo Pallottino» ospita, fino al 22 ottobre, la mostra degli artisti friulani Mara Fabbro e Alberto Pasqual «È per sempre», a cura di Alessandra Santin, promossa da Theke e dalla Fondazione Giovanni Santin (catalogo edito da Punto Marte).

Protagoniste del progetto itinerante, che da circa quattro anni espone in contesti storici con allestimenti e opere site specific, sono oltre venti opere (sculture in ferro e in plastica, lavori su tavola e installazioni) allestite tra l’atrio, il cortile, la biglietteria, le scuderie del Castello e la Sala del Sarcofago che conserva il «Sarcofago di Rapolla» del II secolo d.C.

In occasione della mostra, le opere saranno in dialogo anche con il «Sarcofago di Atella», II secolo d.C., esposto nella medesima sala e in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli per la mostra «Capolavori in rilievo. I sarcofagi di Atella e Rapolla».

«La mostra “È per sempre” interpella la categoria del Tempo storico, documentata dai reperti archeologici di valore presenti nel Museo ma anche quello di durata, che ha valore positivo e necessario in ambito culturale, ma che diventa negativo nel caso delle plastiche, spiega la curatrice, Alessandra Santin. Il fine è testimoniare l’urgenza di pensare oggi ad un futuro diverso, in cui lo stile di vita sia attento alla Cultura, al Presente e al Futuro, e quindi anche alle problematiche ambientali».

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