Manichini, fantasmi e fotografie

Walter Guadagnini |  | Parigi

La programmazione estiva del Centre Pompidou testimonia una volta di più la centralità della fotografia nel panorama espositivo contemporaneo.

Ben due mostre occupano gli spazi del museo parigino, due personali di grande livello dedicate a Valérie Belin (fino al 14 settembre, a cura di Clément Chéroux, catalogo Pompidou/Dilecta con testi del curatore, Larysa Dryansky e Roxana Marcoci) e ad Anna e Bernhard Blume (dal primo luglio al 21 settembre nello Spazio Fotografia, a cura di Chéroux e Andreas Fischer, catalogo Pompidou/Xavier Barral con testi dei curatori).

La trentina di immagini di grande formato della prima, nata nel 1964 a Boulogne-Billancourt, realizzate dagli inizi del secolo sino a oggi, evidenziano la natura volutamente ambigua dell’immaginario della fotografa, che reinterpreta il genere classico del ritratto tra realtà e finzione, ponendo sullo stesso piano i modelli viventi e i manichini, in
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