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Restauro

Maisons-Laffitte, il castello che ispirò Versailles

Il cantiere per l'opera di François Mansart che precorre il classicismo del Barocco francese

Il Castello di Maisons-Laffitte, la facciata sulla Cour d’honneur. © Benjamin Gavaudo | CMN

Maisons-Laffitte (Francia). Un vasto cantiere di restauro sta salvando dal degrado il castello di Maisons. Meno noto di altri castelli della regione parigina, come Chantilly o Vaux-le-Vicomte, Maisons ha però una storia che ha contato sulla futura nascita di Versailles. Commissionato da René de Longueil, nobile uomo politico, il castello fu costruito nel 1642-46 su progetto di François Mansart, precursore del classicismo del Barocco francese.

Ospitò più volte il giovane Luigi XIV che, impressionato dalla qualità dei lavori, più tardi affidò il cantiere della reggia di Versailles al nipote dell’architetto, Jules Hardouin-Mansart, e volle i suoi decoratori e artigiani. Nel 1777 il castello divenne proprietà del conte d’Artois, futuro Carlo X. Poi, nel 1905, fu acquistato dallo Stato francese che lo salvò dalla speculazione edilizia, ma da alcuni anni si stava degradando.

In particolare, i fregi scolpiti e i frontoni della facciata si stavano sgretolando a causa delle infiltrazioni del tetto per cui erano stati rivestiti di reti di protezione per evitare il crollo di pietre. Nel 2016 sono dunque partiti i lavori affidati all’architetto Stefan Manciulescu. «Si rischiava di perdere i decori della facciata. Nel corso di un’operazione di pulizia molto delicata si sono resi necessari degli innesti di pietre», ha spiegato la vicedirettrice Valérie Fourgerat. In questa fase è stata recuperata la facciata e consolidata la copertura. Per la Cour d’honneur è stato necessario risolvere problemi di drenaggio delle acque piovane.

Ora si sta portando a termine il recupero del grande cancello ottocentesco, corroso al punto che molti elementi si erano persi. Sono stati investiti 4,2 milioni di euro ma il cantiere non è terminato. Il Centre des Monuments nationaux, che gestisce il monumento, ha già annunciato per il 2020 l’inizio di una seconda fase di lavori che riguarderà il Parterre sud.

Si deve intervenire sul giardino, che ha molto sofferto nel corso degli anni, e su tutti i suoi elementi scolpiti (questo intervento dovrebbe concludersi nel 2021 per un budget di 2,9 milioni di euro) ma anche sulla terrazza e le scalinate. È necessario consolidare tutte le balaustre e il muro di sostegno che presenta problemi strutturali. La fine dei lavori è prevista non prima del 2025 per un costo di 1,3 milioni di euro.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020



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