Magritte raddoppia il suo record d’asta con 59,4 milioni

Le aste serali londinesi di Sotheby’s totalizzano 221 milioni di sterline

La facciata della sede londinese di Sotheby’s in New Bond Street tappezzata con la silhouette del dipinto di Magritte «Empire des lumières». © Sotheby’s Helena Newman mentre aggiudica il top lot della serata, «Empire des lumières» (1961) di René Magritte, per 59,4 milioni di sterline. © Sotheby’s Oliver Barker mentre aggiudica «Naked Lady» (2019) di Shara Hughes per 2 milioni di sterline. © Sotheby’s
Kabir Jhala |

È un segno preoccupante dei tempi se una vendita serale che si conclude dopo quasi quattro ore suscita gratitudine collettiva piuttosto che lamenti. Così è stato il 2 marzo da Sotheby’s a Londra, dove un'asta serale primaverile in due parti ha movimentato 73 lotti in tre ore e mezza, raggiungendo 221 milioni di sterline.

La serata è stata suddivisa in una sezione moderna e contemporanea di 53 lotti (contenente un eccesso di opere decisamente impressioniste), che ha totalizzato 191,2 milioni di sterline (con commissioni) a fronte di una stima di prevendita di 154,8-201 milioni (le stime sono calcolate senza commissioni), e la vendita ultracontemporanea di 20 lotti «The Now», che ha incassato 30 milioni di sterline contro una stima di 15,6-22,3 milioni. Il tasso di vendita per l’intera serata è stato dell’88% per lotto. Circa il 60% delle opere era coperta da garanzie.

Il lotto protagonista della serata è stato, come previsto, un dipinto di René Magritte che è diventato l’opera del surrealista belga più costosa all’asta dopo essere stata battuta per 59,4 milioni. Il risultato è quasi il triplo del precedente record dell’artista di 20,1 milioni di sterline, raggiunto nel 2018 sempre da Sotheby’s ma a New York con «Le Principe du plaisir» (1937).

«L'empire des lumières» (1961), uno dei più grandi di una serie di 17 dipinti con lo stesso titolo, proveniva dalla collezione di Anne-Marie Gillion Crowet, figlia del mecenate di Magritte Pierre Crowet. Il dipinto, che non era mai stato venduto fino ad oggi, era sempre rimasto nella collezione della famiglia Crowet e dal 2009 al 2020 era stato esposto come prestito a lungo termine nel Musée Magritte di Bruxelles. Con una stima di oltre 45 milioni di sterline, il dipinto è stato al centro di una campagna di marketing raramente vista prima per le aste primaverili di Londra, con la sua enigmatica silhouette raffigurata sulla facciata di Sotheby’s in New Bond Street. Le offerte sono iniziate da 40 milioni e sono andate avanti con incrementi di 1 milione in una gara a tre che è durata otto minuti, prima di essere aggiudicata ad Alex Branczik, direttore senior e presidente per il moderno e il contemporaneo in Asia.

Il dipinto di Magritte è stato preceduto dalla vendita «The Now», che è stata sperimentata per la prima volta a New York a novembre con un successo sbalorditivo, poiché le case d’asta hanno capito i vantaggi delle vendite anticipate con opere di artisti appena quarantenni per stabilire rapidamente record e far fluire l’«energia giusta». Guidati da Oliver Barker, la vendita di questa sera si è aperta con il dipinto ruvido e viscerale di Rachel Jones del 2020 «A Slow Teething», battuto per 617.400 sterline contro una stima di 50-70mila.

In particolare, le aste di ieri sera includevano una discreta quantità di live action con «Floating Bookshelf II» (2017) di Salman Toor (stima 80-120mila) che andava a un offerente in sala per 239.400 sterline. La forte concorrenza per il dipinto di Shara Hughes del 2019 «Naked Lady» ha bloccato la vendita per quasi 10 minuti, attirando l’ostinata attenzione dello specialista David Rothschild, per conto di un offerente telefonico a Palm Beach, ma l’opera è stata aggiudicata a una donna in sala per 2 milioni di sterline, battendo così il record d’asta dell’artista.

Questa energia non è però stata sostenuta anche per l’opera forse più attesa di questa vendita, ossia il dipinto di Cecily Brown al centro di un recente scandalo tra i collezionisti Michael Xufu Huang e Federico Debernardi. Con una garanzia di terzi, «Faeriefeller» (2018) ha attirato solo due rapide offerte ed è stato venduto per 2,8 milioni di sterline, registrando un notevole aumento rispetto ai 700mila dollari che Huang ha pagato per il lavoro, ma ben al di sotto del record d’asta dell’artista di 5,1 milioni di sterline.

La decisione di iniziare con opere «leggere» è stata saggia perché, dopo una breve pausa e uno scambio con la banditrice Helena Newman, la seconda metà della vendita è iniziata con la maggior parte delle opere che martellavano intorno alla stima minima, ad eccezione di alcuni pezzi di spicco.

Tra questi, la scultura di El Anatsui realizzata con tappi di bottiglia «Wade in the Water» (2017-21), che ha raggiunto 1,15 milioni di sterline contro una stima massima di 850mila sterline; «Garrowby Hill» (2017) di David Hockney, raffigurante il paesaggio ondulato dell’East Yorkshire, che ha ottenuto 14 milioni di sterline contro una stima massima di 10,5 milioni.

Delle sei opere di Claude Monet proposte in asta, quattro sono state vendute. La prima, «Nymphéas», un dipinto di ninfee del 1914-17, proveniva da una collezione privata giapponese e non compariva in asta da quarant’anni. Stimata 15-20 milioni di sterline, è stata venduta a un offerente telefonico europeo in linea con lo specialista Simon Stock per 23,2 milioni di sterline.

Alcuni lotti dopo, i restanti cinque dipinti di Monet sono stati proposti in rapida successione con minor successo: uno è stato ritirato per essere venduto alle prossime aste serali di maggio di Sotheby’s a New York; un altro è rimasto invenduto; un’opera floreale del 1897 ha raggiunto i 7 milioni di sterline contro una stima minima di 10 milioni; «Prunes et abricots» (1882-85) ha raggiunto la stima minima di 1,3 milioni di sterline e «Sur la falaise près de Dieppe» (1897) quasi quella massima con 5,3 milioni.

Questa è la seconda vendita serale della stagione londinese tenutasi all’ombra dell’attuale crisi Russia-Ucraina, dopo la «maratona» di martedì primo marzo da Christie’s che ha totalizzato 249 milioni di sterline. L’ultima grande vendita serale della settimana si svolge stasera presso la casa d’aste di proprietà russa Phillips, che ha chiesto la fine del conflitto.

A proposito dell’effetto delle sanzioni da parte dell'Occidente sulla Russia sulle aste di Sotheby’s, un portavoce della casa d’aste ha affermato: «L’interesse russo per queste vendite è stato comprensibilmente attenuato. Stiamo seguendo da vicino gli sviluppi sugli elenchi delle sanzioni e rispetteremo tutte le normative messe in atto».

© Riproduzione riservata «Nymphéas» (1914-17) di Claude Monet è stato venduto per 23,2 milioni di sterline. © Sotheby’s «Faeriefeller» (2018) di Cecily Brown venduta per 2,8 milioni di sterline. © Sotheby’s
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