Magritte à la Renoir, che felicità!

Al Musée de l’Orangerie la svolta solare del pittore surrealista

René Magritte, «L’univers interdit», 1943
Luana De Micco |  | Parigi

Il Musée de l’Orangerie dedica una mostra a uno dei capitoli meno noti dell’opera di Magritte, il più ironico dei surrealisti, il cosiddetto «periodo Renoir», compreso tra il 1943 e il 1947. In piena Seconda guerra mondiale, convinto della sconfitta finale della Germania nazista dopo la battaglia di Stalingrado, Magritte decise di dipingere solo il bello della vita: generosi corpi femminili nudi, fiori, uccelli, paesaggi bucolici e «atmosfere di felicità».

Un’arte «solare», ispirata all’Impressionismo di Auguste Renoir, in rottura con lo stile surrealista a cui aveva aderito sin dal 1925, e su cui nel 1946 scrisse anche un manifesto, «Il Surrealismo in pieno sole», una rivoluzione che fu bocciata da André Breton. La delusione di Magritte sfociò nell’irriverente «periodo Vache». La mostra «Magritte/Renoir. Le Surréalisme en plein soleil», fino al 19 luglio, curata da Didier Ottinger, vicedirettore del Musée d’Art Moderne del Centre Pompidou, è realizzata grazie alla complicità dei Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique.

In un percorso in otto sezioni sono esposti una sessantina di capolavori. Per la prima volta, grazie anche alle collezioni del Musée de l’Orangerie e del Musée d’Orsay i lavori di Magritte sono visibili accanto ai quadri di Renoir che lo hanno ispirato. Uno degli «incontri» più belli è quello tra il «Nu au canapé» di Renoir del 1915, prestato dalla Tate di Londra, e «L’univers interdit» di Magritte del 1943, dalla collezione della Fédération Wallonie-Bruxelles. Da Bruxelles arrivano tra l’altro anche «La Moisson» (del 1943) e «Le Retour» (del 1940).

© Riproduzione riservata
Calendario Mostre
Altri articoli di Luana De Micco
Altri articoli in MOSTRE