Lugano, con i ghiacciai si sciolgono anche confini

In una mostra da Photografica Fine Art 130 anni separano gli sguardi di Vittorio Sella e di Scott Conarroe sugli scenari alpini

Scott Conarroe, Vedrette Piana di Malavalle, Italy-Austria Border, 2015
Chiara Coronelli |

Lugano (Svizzera). Da poco inaugurata alla galleria Photographica Fine Art, «Frontière, Frontiera e Grenze» mette in scena fino al 29 luglio due sguardi separati da quasi 130 anni, in un dialogo che scorre tra i ghiacciai fotografati da Vittorio Sella nel 1883 e le fluttuazioni dell’arco alpino riprese dal poco più che quarantenne Scott Conarroe, nel suo lavoro più recente.

Il titolo della mostra, che traduce la parola «confine» in italiano francese e tedesco, si riferisce alla mutazione geografica di un’area dove i limiti nazionali di Svizzera, Italia, Francia e Austria non possono più essere definiti staticamente. Questa perdita di punti di riferimento si spiega con il progressivo ritirarsi del permafrost e con il disgregarsi del terreno sottostante, a causa dal surriscaldamento del pianeta: il disegno delle frontiere non corrisponde a quello fissato dai confini naturali, e per molti tratti i
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© Riproduzione riservata Vittorio Sella, Monte Bianco, Archivio Marco Antonetto
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