Louvre e Sotheby’s indagano sulle acquisizioni 1933-45

La ricerca sulla storia degli oggetti comprati dal museo francese durante la seconda guerra mondiale potrebbe portare a delle restituzioni

Una veduta del Louvre, Foto di  Hugo Delauney
Gareth Harris |  | Parigi

Sotheby’s e il Louvre di Parigi hanno unito le loro forze per un progetto di ricerca sugli oggetti acquisiti dal museo tra il 1933 e il 1945. L’accordo di sponsorizzazione, che dura tre anni, aiuterà a finanziare una ricerca che «potrebbe portare a restituzioni, nonché a migliorare processi di digitalizzazione e favorire l’organizzazione di seminari, giornate di studio e pubblicazioni», spiega il Louvre in un comunicato.

I funzionari del museo aggiungono che: «Questo patrocinio fa eco all’impegno di Sotheby’s nella restituzione delle opere passate di mano tra il 1933 e il 1945. Sotheby’s è stata la prima casa d’aste internazionale ad avere un dipartimento dedicato alla ricerca della provenienza e alla restituzione». Il dipartimento di restituzione di Sotheby’s è stato fondato nel 1997.

Il 27 gennaio il Louvre organizza la «Giornata internazionale del film sull’arte», l’evento include proiezioni tra cui «The Art Market During the Occupation», un documentario del 2021 basato sulle scoperte di Emmanuelle Polack, storica dell’arte incaricata nel 2020 dal museo di indagare sulle acquisizioni risalenti al 1933-45. Il 2 febbraio è prevista poi una giornata di studio sui passaggi di trasferimento di proprietà delle opere e degli oggetti culturali, alla luce dell’occupazione tedesca e delle leggi di Vichy.

L’anno scorso il Louvre ha messo online un grande database online di 485mila oggetti tratti da decine di database interni. Più di 1.700 opere recuperate in Germania dopo la seconda guerra mondiale, mai restituite ai discendenti dei legittimi proprietari, sono elencate sotto la categoria Musées Nationaux Récupération. Le opere non appartengono allo Stato francese, ma sono gestite dal Louvre e custodite da musei nazionali francesi. Dal Louvre precisano, però, che la «partnership con Sotheby’s riguarda solo opere che si trovano nelle collezioni del Louvre».

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