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Mostre

Louise Burckhardt, all'origine del Kunstmuseum

Rara figura di donna collezionista nell’Ottocento europeo, pose le basi del museo basilense

«La Crocefissione di Cristo» (1465-70) di Bartolomeo Vivarini, Basilea, Kunstmuseum (particolare)

Basilea (Svizzera). S’intitola «Bildenlust» (La voluttà dell’immagine) la mostra che il Kunstmuseum di Basilea dedica fino al 29 marzo a colei che di fatto è stata la sua creatrice: Louise Burckhardt (1845-1920), ereditiera svizzera e moglie dell’antropologo e antiquario Johann-Jakob Bachofen (ideatore della teoria della Matriarchia come base iniziale di tutte le forme sociali). Louise consacrò la sua vita e la sua fortuna a creare una propria collezione pittorica che alla sua morte divenisse il nucleo portante del museo di Basilea, così da permettergli di tenere testa ai grandi musei europei di Londra, Parigi, Roma e Berlino, che aveva imparato ad amare in gioventù.

Rara figura di donna collezionista nell’Ottocento europeo (paragonabile forse solo all’onnivora e spericolata americana Isabella Stewart Gardner), raccolse oltre 300 opere che costituiscono oggi la base della sezione degli Antichi Maestri e dell’Ottocento del Kunstmuseum Basel. E se la doviziosa bostoniana Isabella era stata duttile strumento nelle mani di Berenson e Duveen, l’altrettanto ricca ma elveticamente attenta Louise Bachofen Burckhardt si valse non solo dei consigli dell’illustre marito ma pure e soprattutto della guida e della stretta amicizia di Wilhelm von Bode (1845-1929, il «Bismarck der Berliner Museen», riorganizzatore nella grandeur dell’Impero Prussiano dei musei berlinesi).

Nel 1904, vedova, si consacrò alla redazione dell’inventario e fototeca della collezione propria e del marito, lasciata interamente alla sua morte cent’anni fa (21 febbraio 1920) al Kunstmuseum Basel in cui entrarono ben 305 dipinti dal Tardo Medioevo agli esordi del XX secolo con opere di Bartolomeo Vivarini, Lucas Cranach il Vecchio, Hans Memling, Jan Brueghel il Vecchio, Frans Francken II, Dirck Hals, Nicolaes Maes, Nicolaes Berchem, Jacob van Ruisdael, Jan van Goyen, Harmen Steenwyck, Rachel Ruysch, Jean-Étienne Liotard e Alexandre-François Desportes.

Il centenario della morte di Louise Bachofen-Burckhardt, volutamente schiva e perfino eccessivamente umile dietro la figura culturalmente imponente e personalmente sovrastante del marito, offre l’opportunità di far luce sulla sua figura pionieristica di collezionista attiva nel mercato dell’arte in forte espansione intorno al 1900, grazie anche a fonti perlopiù inedite, e dimostra al contempo come le sue scelte di mecenatismo abbiamo influenzato il futuro collezionismo svizzero con epigoni attuali quali Basler Schenker, Hans von der Mühll e Max Geldner.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019



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