Lo sperimentalismo di Giannì da Albumarte

Una pittura vigorosa e vibrante perfettamente inserita nello Zeitgeist del nostro tempo

«L'apocalisse dell'ora», 2014 (particolare), di Alessandro Giannì
Silvano Manganaro |  | Roma

Ancora una volta Albumarte si dimostra tra gli spazi più vivi e sperimentali della capitale. In questa occasione, con la mostra di Alessandro Giannì a cura di Lorenzo Micheli Gigotti (dal 18 giugno al 19 luglio), si dà voce a un giovane artista romano e a un curatore che ci permettono di aprirci a nuovi scenari e a un’analisi non banale del presente attraverso la pittura.

I due si sono conosciuti nel 2014 grazie a Miltos Manetas e al suo lavoro con l’Istituto Svizzero di Roma e Milano, coinvolti all’interno di un workshop e di una mostra che ruotavano attorno al concetto di Ñewpressionism: un nuovo impressionismo che parte dagli schermi e dalle reti digitali intese come ulteriore livello della natura. E in questa chiave di lettura che la pittura vigorosa e vibrante di Giannì (Roma, 1989) si configura come perfettamente inserita nello Zeitgeist del nostro tempo, nel tentativo di umanizzare i
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