Lo scrittore in camera oscura

Chiara Coronelli |

«Esaurite tutte le possibilità, nel momento in cui il cerchio si chiudeva su se stesso, Antonino capì che fotografare fotografie era la sola via che gli restava, anzi la vera via che lui aveva oscuramente cercato fino allora». Si chiude così «L’avventura di un fotografo», scritto da Italo Calvino nel 1970, e ultimo dei Racconti dalla camera oscura, la raccolta a cura di Walter Guadagnini, appena pubblicata da Skira. Partendo dall’evidenza del legame tra fotografia e letteratura, che  comincia subito dopo il 1839, il libro presenta una ricognizione di testi nei quali «la fotografia e il fotografo, si legge nella prefazione, diventano anche soggetti nuovi all’interno delle opere letterarie, possono fornire una materia prima, totalmente inedita, agli scrittori». 

Attraverso dodici tra opere ed estratti, da «La casa dei sette abbaini» di Nathaniel Hawthorne, del 1851, fino a Calvino, il curatore rintraccia
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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