Linea dura per i vandali: chi deturpa paga di tasca propria. E può finire in carcere

Approvato in via definitiva alla Camera, è ora legge il Ddl presentato dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano per contrastare gli atti vandalici ai danni dell'arte, dei monumenti nazionali e del paesaggio

Un attivista di Ultima Generazione fermato dal sindaco di Firenze Dario Nardella e da un agente mentre si apprestava a imbrattare con vernice Palazzo Vecchio nel 2023
Arianna Antoniutti |  | Roma

Il Governo ha scelto la linea dura per contrastare gli atti vandalici ai danni dell’arte e dei monumenti nazionali. È stato approvato prima dal Senato, e ha ricevuto ieri approvazione definitiva dalla Camera, il Disegno di legge «Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici» presentato dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il ribattezzato «Ddl eco-vandali», diventato legge, ha commentato il Ministro, «stabilisce un principio cardine: d’ora in poi, chi arrecherà dei danni al patrimonio culturale e paesaggistico sarà costretto a pagare di tasca propria il costo delle spese per il ripristino integrale delle opere».

Le pene saranno severe, come si legge al primo comma del testo del Ddl: chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 20mila a euro 60mila. «Non è giusto che questi atti ricadano sui cittadini italiani, ha aggiunto ancora Sangiuliano, ma devono ricadere su chi li ha promossi e li ha prodotti. Si tratta di un principio di giustizia e di equità sociale». Rischia inoltre da uno a cinque anni di carcere chiunque distrugga, disperda, deteriori o renda, in tutto o in parte, inservibili beni mobili o immobili durante manifestazioni pubbliche. Se il danneggiamento avverrà in musei, pinacoteche o gallerie, la reclusione potrà andare da uno a sei mesi, con una multa da trecento a mille euro.

Con 138 voti a favore da parte del Centro Destra, 92 contrari e 10 astenuti (Italia Viva e Azione), la legge colpirà ora le eco-proteste che, negli ultimi anni, si sono fatte sempre più frequenti. A Milano, a gennaio 2023, ad esempio, gli attivisti di Ultima Generazione avevano lanciato vernice lavabile sulla scultura «LOVE» (il famoso «Dito», Ndr) di Maurizio Cattelan in piazza Affari. Vernice lavabile, a dire degli attivisti, era stata utilizzata, sempre in gennaio, anche per imbrattare la facciata di Palazzo Madama a Roma. Per l’intervento di ripristino e pulizia della sede del Senato sono stati però necessari 40mila euro.

Se lo Stato Italiano userà dunque il pugno di ferro contro gli attivisti per il clima, anche lo Stato della Città del Vaticano sembra intenzionato a reprimere duramente questo tipo di manifestazioni. I due esponenti di Ultima Generazione che, nell’agosto del 2022, si incollarono al basamento del Laocoonte ai Musei Vaticani, sono stati condannati, lo scorso giugno dal Tribunale Vaticano, a nove mesi, con pena sospesa, e al pagamento di 28.148 euro per risarcire il danno arrecato al monumento.


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