Liberty sì ma dove?

Il futuro Museo di Palermo si inserirebbe in un itinerario con la musealizzazione di altri edifici

Giusi Diana |  | Palermo

Tre milioni di euro sono stati stanziati dalla Regione Siciliana per istituire il Museo regionale del Liberty-Villa Deliella e dell’itinerario dell’Art Nouveau. È quanto annunciato dal presidente Nello Musumeci, dopo il via libera della Giunta alla proposta dell’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà. L’intento dichiarato è quello di «sanare una ferita», emblema del Sacco di Palermo, l’abbattimento nottetempo nel 1959 di Villa Deliella in piazza Croci, progettata dal maestro dell’architettura liberty Ernesto Basile.

L’area sui cui sorgeva la villa, dopo lo scandalo esploso sui giornali del tempo grazie a Bruno Zevi e Guido Di Sfefano, rimase inedificata e poi trasformata per anni in un parcheggio. Ora su quella orbata porzione di città, attualmente di proprietà privata, la Regione vorrebbe intervenire, con un concorso di progettazione internazionale, per dare a Palermo il suo Museo del Liberty.

Il primo passo sarà l’acquisizione del terreno con quel poco che rimane della villa: i ruderi del seminterrato, la casetta del custode e qualche albero. Intanto le linee guida per il concorso di progettazione la Regione le avrebbe già acquisite nel 2019 attraverso un workshop, organizzato dall’Ordine degli ingegneri, pervenendo a quattro idee progettuali con interventi di architettura contemporanea, sollevando i dubbi di chi pensa che una sede naturale e più economica (visto che è di proprietà regionale) il museo del Liberty la abbia già nel Villino Ida (1903) in via Siracusa, capolavoro di Ernesto Basile, utilizzato come sede degli uffici della Sovrintendenza.

Una petizione online lanciata dalla storica dell’arte Eva Di Stefano ha raccolto 2.646 firme, chiedendo alla Regione un ripensamento sulle modalità di riqualificazione dell’area di Villa Deliella. L’assessore Samonà fa sapere che nell’itinerario dell’Art Nouveau è già prevista la musealizzazione di Villino Ida che diventerà museo di se stesso e sarà dedicato alla memoria dello stesso Basile, ma anche di Villino Favaloro futuro Museo regionale della fotografia, e di Villino Florio, destinato a ospitare esposizioni temporanee oltre a testimonianze dell’architettura Liberty.

Quella dell’area di Villa Deliella è una storia ricca di colpi di scena, come quando alla fine degli anni ’80 il Comune di Palermo incaricò l’architetto ticinese Mario Botta di progettare una monumentale architettura dedicata all’arte contemporanea, progetto poi rimasto nel cassetto. In anni recenti è arrivata perfino la proposta di ricostruire la villa a partire dal progetto di Basile.

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