Le ultime volontà di Gauguin

Paul Gauguin Thérèse, 1902, legno di Thespesia populnea, h 66 cm Lefevre Fine Art, London
Martin Bailey |  | Basilea

La retrospettiva di Paul Gauguin alla Fondation Beyeler dall’8 febbraio al 28 giugno è la più ambiziosa organizzata dal museo dalla sua fondazione nel 1997. Dopo sei anni di lavoro, il museo si è assicurato il prestito di 50 dipinti e sculture da 13 Paesi, per quella che si preannuncia come la più importante mostra sull’opera dell’artista dopo «Gauguin: Tahiti» al Grand Palais di Parigi e al Museum of Fine Arts di Boston nel 2003-04. Raphaël Bouvier, cocuratore della mostra attuale, vuole presentare Gauguin come «uno dei precursori dell’arte moderna».

La rassegna inoltre colma una lacuna, visto che l’artista è il più importante postimpressionista che ancora mancava dalla collezione permanente dell’istituzione svizzera. Pur prendendo in considerazione tutta la carriera dell’artista, il percorso si concentra sul periodo trascorso da Gauguin a Tahiti e alle Isole Marchesi, dal 1891 fino alla morte nel 1903.
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