Le tre T dell'antica Chieti

Le aree archeologiche (teatro, tempietti e terme) diventeranno verdi e aperte

Veduta delle terme di Chieti
Stefano Miliani |

Chieti. Le chiamano le «Tre T»: teatro romano, tempietti e terme, ovvero i resti dell’antica «Teate» romana incastonati tra palazzi e strade urbane e oggetto di un progetto di restauro che guarda anche oltre: finanziato dal Mibact con 3 milioni di euro spendibili da quest’anno, il programma intende recuperare i monumenti dando loro visibilità e coinvolgendo chi vive attorno a queste vestigia.

Ha ideato il progetto la soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo Rosaria Mencarelli, affiancata dal suo staff, lo accompagna la Fondazione Fitzcarraldo di Torino con l’architetto Luca Dal Pozzolo, lo appoggiano più enti e istituzioni. «Vogliamo rendere questi simboli dell’antichità davvero visibili in maniera contemporanea e godibile, perciò non basta il mero restauro, spiega Rosaria Mencarelli. Messi in rete i tre monumenti possono qualificare la città».

Come? «Le terme
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