Le storie e le memorie dell’Arno

All'ex carcere delle Murate il significato del fiume nell'ambito urbano

«Di queste luci si servirà la notte» (2017) di Adrian Paci
Elena Franzoia |  | Firenze

A cinque anni dalla prima edizione Riva, progetto curato da Valentina Gensini e promosso da MUS.E. in collaborazione con MiC Sensi Contemporanei, Regione Toscana, Comune di Firenze e altre importanti realtà dell’ambito toscano, attiva un bilancio delle proprie esperienze invadendo capillarmente con una grande mostra (5 maggio-19 giugno) l’Ex carcere delle Murate, sede dell’art district MAD.

«Il punto di partenza è il significato del fiume nell’ambito urbano, spiega Valentina Gensini. L’Arno rappresenta un bacino di biodiversità con migliaia di chilometri di verde spontaneo. Un “terzo paesaggio” le cui potenzialità abbiamo in questi anni cercato di indagare, allo scopo di riavvicinare i cittadini, con un approccio interdisciplinare, internazionale e intergenerazionale cui hanno contribuito scienziati come Stefano Mancuso e Carlo Scoccianti, fotografi come Jay Wolke, Martino Marangoni e Alisa Martynova, architetti del paesaggio come Studio++, soundscape designer come Katrinem, Bernard Fort, Kirsten Stromberg». Grande attenzione appare infatti dedicata, anche nelle nuove produzioni, al pa esaggio sonoro.

Ne sono un esempio le produzioni radiofoniche di Radio Papesse Confluenze, dedicata a Montelupo, e Arno Atlas, passeggiata fiorentina punteggiata di luoghi dove è possibile ascoltare storie e memorie del fiume. «Riva è un palinsesto che ogni anno assegna nuove commissioni pubbliche, diventando importante occasione formativa grazie alla realizzazione di workshop, precisa la Gensini. Si tratta di una esperienza-pilota, non a caso scelta da Annacaterina Piras per la sua selezione all’interno di Comunità Resilienti, prossimo Padiglione Italia alla XVII Biennale di Architettura veneziana».

Un progetto che guarda ambiziosamente lontano. «Riva si propone nei prossimi anni un cambiamento di scala, diventando un programma di opere pubbliche alla scala ambientale in sintonia con quella centralità dell’Arno da tempo obiettivo delle politiche strategiche metropolitane».

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