Le scelte internazionali dei collezionisti italiani presentate da Sotheby’s

Per l’asta di Contemporary Art che si svolgerà il 23 novembre a Milano presentati artisti italiani e internazionali dai soliti Gnoli, Fontana e Nitsch fino ai debuttanti Hundertwasser e Stazewski

«Tribetuhe» (1958) di Hundertwasser, stimato 100-150mila euro © Sotheby’s
Michela Moro |  | Milano

«Molte delle opere offerte in asta provengono da collezionisti italiani che hanno acquistato arte internazionale» dice Marta Giani, Head of Italian Sales, Contemporary Art, Europe, presentando l’asta di Contemporary Art che si svolgerà il 23 novembre a Milano. Sono 62 lotti, proposti in un ritmato contrappunto tra artisti italiani e internazionali.

«Le Canapé Bleu», dipinto nel 1964 da Domenico Gnoli, esposto nella recente retrospettiva alla Fondazione Prada, è offerto con una stima di 1-1,5 milioni di euro. Stessa stima per «La Colonna» (1968) di Alighiero Boetti, composta di centrini di carta dorata per le torte. Per entrambe le opere sono riportati nel catalogo, realizzato esclusivamente online, aneddoti e fotografie degli artisti mentre lavorano alle opere stesse, così come viene esposta la grande opera di Paolo Scheggi, «Intersuperficie curva bianca» (1969) valutata 70-100mila euro, accanto a una fotografia che la ritrae installata in casa degli antichi proprietari.

Eseguito nel 2021 è invece «Anigyie Sunsum 5» del giovane artista Isshaq Ismail, nato nel 1989 ad Accra, Ghana. Il dipinto è proposto senza riserva per 24-35mila euro. Sono sei le opere di di Lucio Fontana presenti nell’asta, tra le quali il «Concetto Spaziale, New York», realizzato da Fontana nel 1962, stimato 500-700mila euro; un altro «Concetto Spaziale» dello stesso anno, rosa acceso e mai esposto in pubblico, e il guizzante «Drago» in ceramica, sono entrambi offerti con una stima di 400-600 mila euro.
«Rilievo n.8» (1969) di Henryk Stazewski, stimato 300-400mila euro © Sotheby’s
È il primo debutto all’asta in Italia per Friedensreich Hundertwasser con l’opera «Tibetruhe» (1958), stima 100-150miila euro, e per «Relief n. 8» (1969) di Henryk Stazewski, polacco non conosciuto in Italia, ma senza dubbio una star tra gli artisti della sua nazione, stimato 300-400mila euro.

Una classica «Natura Morta» di Giorgio Morandi, stimata tra i 700mila e il milione di euro fa da contraltare a una tela di Hermann Nitsch, «Senza Titolo», lunga più di quattro metri e stimata 50-100mila euro. «T1962-H7» di Hans Hartung, eseguito nel 1962, appartenuto alla Fondation Hartung-Bergman con stima 200-300mila euro, invece, dialoga con Boetti, uno dei protagonisti dell’asta.

In buona compagnia, con Scarpitta, Warhol, Pistoletto, c’è un Cattelan quasi Fontana, «Senza titolo (Zorro)» (1997) stimato 150-200mila euro. L’«Achrome» (1961 ca) di Piero Manzoni, stimato 150-250mila euro, ha un retro che testimonia il proprio passato di rango, così come «Black Sphinx» di Salvatore Scarpitta, fasce e resina su telaio, dedicato «TO LOLA FOR HER BIRTHDAY 6/13/75» e datato 1962.
«Le Canapè Bleu» (1964) di Domenico Gnoli, stimato € 1-1,5 milioni di euro © Sotheby’s

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