Le provoc-azioni di Angelo Colangelo

Nella galleria YAG/garage l’arte agìta dell'artista abruzzese, prediletto da Lara-Vinca Masini

Redazione |  | Pescara

Fa un certo effetto ripercorrere nello spazio di una retrospettiva l’opera di Angelo Colangelo (1927), l’artista abruzzese per il quale «il corpo è la misura della vita», l’autore di performance in cui la fisicità e l’immedesimazione sono al centro («provoc-azioni», sono state definite le sue opere di «arte agita»), nei giorni in cui il mercato sta ancora celebrando i fasti della criptoarte, dell’immaterialità delle opere digitali e del denaro (criptovaluta) con cui vengono pagate.

L’opportunità è offerta dalla galleria YAG/garage che dal 24 aprile al 28 maggio documenta la multiforme attività di Colangelo, spaziante appunto dalla performance alla scultura, dalla fotografia all’installazione. È stata quella di un’altra geniale e irregolare protagonista della cultura contemporanea, Lara-Vinca Masini, la voce critica che ha accompagnato le vicende di un artista che, forse, ha pagato lo scotto del suo continuo, quasi compulsivo ed eclettico modus operandi, così da rendersi difficilmente etichettabile.

Eppure, e la mostra attuale ne è conferma, ha anticipato molte attuali tendenze e, insieme, è stato partecipe, a partire dagli anni Settanta, di quel processo che ha emancipato l’arte concettuale da certe derive accademiche per farsi portatrice di un tema centrale della contemporaneità: quel rapporto e quel conflitto tra Umanesimo e «disumanesimo» che diede il titolo al più noto contributo critico di Lara-Vinca Masini. Un rapporto che guarda con sofferenza ma anche con ironico distacco alla classicità, ne cita e rielabora le iconografie, riesplora il concetto di identità e di memoria, laddove la consunzione e il suo residuo, la cenere, diventano processi e materiali artistici.

Il tutto senza trascurare, soprattutto nell’arte performativa, il tema della costrizione e dell’oppressione. La mostra è affiancata da un volume (Arsenio Edizioni) contenente contributi di Ivan D’Alberto e di Raffaella Perna e un’antologia critica con testi della stessa Lara-Vinca Masini, di Antonio Gasbarrini, Claudio Cerritelli, Nerio Rosa, Mariano Apa, Luigi Paolo Finizio e Sabrina Vedovotto. L’iniziativa è sostenuta dal gruppo Carlo Maresca SpA, dalla Fondazione Aria e dalle società Desma e Bluserena.

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