Le polaroid di Cy

Esposte per la prima volta in Italia, all'American Academy di Roma, le fotografie realizzate da Twombly a partire dagli anni Cinquanta

Zucchini, Gaeta, 1997, ph. Cy Twombly, Courtesy: Fondazione Nicola Del Roscio
Chiara Coronelli |

Roma. Difficile da inserire in una corrente definita, l’astrattismo poetico di Cy Twombly si riconnette al quotidiano proprio attraverso le fotografie che l’artista americano ha continuato a scattare parallelamente al suo lavoro di pittore e scultore, dagli anni Cinquanta fino a pochi mesi dalla morte, avvenuta nel 2011 a Roma dove viveva dal 1957. Provengono dall’archivio conservato alla Fondazione Nicola Del Roscio, le immagini di «Cy Twombly, Photographer», la mostra allestita fino al 22 novembre nella sede dell’American Academy di Roma, istituzione con la quale Twombly ha intrattenuto un lungo e profondo legame. La rassegna, realizzata nell’ambito del Fotografia Festival Internazionale di Roma, è curata da Peter Benson Miller e presenta per la prima volta in Italia un’ampia selezione degli scatti che Twombly realizza con la Polaroid SX.70 fin da quando è ancora studente al Black Mountain
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata - Robert Rauschenberg combine material Fulton St. Studio, 1954, ph. Cy Twombly, Courtesy: Fondazione Nicola Del Roscio Bay of Gaeta (lighter), 2004, ph. Cy Twombly, Courtesy: Fondazione Nicola Del Roscio – Painting detail (Roses), 2009, Gaeta, ph. Cy Twombly, Courtesy: Fondazione Nicola Del Roscio Temple, Selinunt, 1951, ph. Cy Twombly, Courtesy: Fondazione Nicola Del Roscio
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