Le novità museali del 2024: Frick, Grand Palais, Egizio e Citterio

Sono lontani gli anni delle grandi inaugurazioni come il Louvre Abu Dhabi, ma c’è molta attesa per «Brera Modern», per l’Egizio di Torino riconfigurato da Oma nel bicentenario e per il Reinhard Ernst Museum firmato Fumihiko Maki

Il progetto di «piazza interna» del Museo Egizio di Torino
Autori Vari |

Arte antica e contemporanea, scienza, natura e storia: ecco qualche anticipazione sui nuovi musei (o ampliamenti e importanti riallestimenti) previsti nel corso del nuovo anno, in Italia e nel mondo. Il 2024 non vedrà l’apertura di grandiosi contenitori di collezioni altrettanto straordinarie, come erano stati il 2021 con il Munch Museet di Oslo e l’M+ di Hong Kong e il 2022 con il Nasjonalmuseet di Oslo (museo dell’anno per «Il Giornale dell’Arte»). Addirittura lontanissime appaiono le annate 2018 e 2019, quando in successione si erano aperti il Louvre Abu Dhabi e il National Museum of Qatar a Doha, entrambi firmati dell’archistar francese Jean Nouvel.

Se il 2024 non porterà l’inaugurazione più volte annunciata del nuovo Grand Egyptian Museum di Giza, anche se circolano voci di una possibile apertura in maggio, e nemmeno quella dell’altrettanto annunciato Palazzo Citterio a Milano destinato alle collezioni «moderne» della Pinacoteca di Brera, sarà invece l’anno del Museo Egizio di Torino con il suo ambizioso progetto di ampliamento e «apertura» alla città, in occasione del bicentenario della fondazione. Il 2024 vedrà anche, complice la data obbligatoria dei Giochi Olimpici, la conclusione dei lavori nel Grand Palais, uno dei grandi cantieri europei degli ultimi anni. E, a New York, il riallestimento e ampliamento della Frick Collection lungo Park Avenue

Le novità in Italia
Prima apertura dell’anno a Firenze, dove c’è molta curiosità per il Museo della Specola, chiuso dal 2019. Da febbraio, in concomitanza con il centenario dell’Ateneo fiorentino, il progetto da 5 milioni di euro consentirà di esporre nuovamente le celebri cere anatomiche: la collezione dei ceroplasti settecenteschi costituisce la punta di diamante del museo universitario fondato nel 1775. Ma anche la collezione zoologica e il Salone degli Scheletri (con una collezione osteologica di 3mila reperti), la Tribuna di Galileo, il Torrino astronomico di fine Settecento e l’allestimento «Mineraliter. Pietre mirabili tra Medici e Natura».

Si concluderanno ad aprile i lavori a Palazzo Guiccioli a Ravenna che trasformeranno la storica residenza nel Museo di Byron e del Risorgimento, che con strumenti multimediali e documenti storici racconterà la permanenza a Ravenna di Lord Byron, scrittore, pittore e patriota, che qui abitò e operò; i restauri hanno anche portato alla luce gli affreschi originari che lo stesso Byron volle far realizzare nelle sue stanze.

Sempre ad aprile è attesa l’apertura a Grado (Go) del Museo del Mare. Al centro dell’esposizione sarà il prezioso carico di anfore da vino di «Grado 2», la nave oneraria romana del III secolo rinvenuta nel 1986 destinata a essere il nucleo del Museo Archeologico Nazionale di Grado, inaugurato nel 2014 ma mai aperto. La nave è già raggiungibile per gli esperti di immersione, protetta da una griglia in ferro sul fondale dov’è adagiato il relitto, a una decina di miglia marine dalla costa. Il sito di Grado, così come quelli di Resnik e di Torre Santa Sabina, è stato mappato in 3D per consentire anche immersioni virtuali tramite appositi visori e consolle.

A Torino, una prima presentazione del grandioso progetto di riallestimento del nuovo Museo Egizio è attesa entro novembre (è la data di scadenza del mandato di Evelina Christillin, alla presenza di Sergio Mattarella), con un nuovo allestimento firmato dall’archistar olandese David Gianotten dello studio Oma-Office for Metropolitan Architecture di Rem Koolhaas. L’ingresso del Museo diventerà una nuova «piazza» accessibile gratuitamente a tutti, cittadini e turisti. Saranno riallestiti anche il Tempio di Ellesija e, soprattutto, la Galleria dei Re al piano terreno, che abbandonerà il buio profondo e molto suggestivo, previsto come temporaneo da Dante Ferretti per i Giochi olimpici invernali del 2006 e da allora di enorme successo, a favore di una luce naturale, più vicina al «contesto» originario delle opere.

In autunno è anche previsto il sesto (e ultimo) museo alpino dell’alpinista ed esploratore Reinhold Messner. Si chiamerà MMM Roca e sorgerà sul Monte Elmo, nelle Dolomiti di Sesto, presso la dismessa stazione della funivia. Infine, quella che potrebbe essere l’inagurazione più importante (e certo più a lungo attesa). A Milano (non osiamo scriverlo di nuovo) dopo oltre 50 anni starebbe per concludersi l’odissea di Palazzo Citterio, sede di «Brera Modern»: il ministro Gennaro Sangiuliano, il 12 dicembre, ha assicurato che il nuovo museo (con le Collezioni Jesi e Vitali; persa, per i ritardi, la Collezione Mattioli, ora al Museo del Novecento; Ndr) aprirà entro il 2024. Acquistato nel 1972 per volere del soprintendente Franco Russoli, per dar vita alla «Grande Brera», dopo mezzo secolo di partenze, arresti, rinvii, contenziosi, Palazzo Citterio è quasi pronto a debuttare: il ministro ha assicurato che il cantiere, da lui «visitato settimanalmente», procede spedito e che i tempi (questa volta) saranno rispettati.

Le novità in Europa
In vista dei Giochi Olimpici di Parigi (26 luglio-11 agosto 2024) cresce l’attesa per la conclusione degli imponenti restauri del Grand Palais (ancora parziale), oggetto di lavori durati tanti anni (riguardano anche il vicino Palais de la Découverte, che però riaprirà nel 2025). È questa la riapertura più importante dell’anno in Francia. Il 2 febbraio riapre anche la Fondation Bemberg a Tolosa mentre nell’estate è attesa l’inaugurazione a Mougins, nell’entroterra di Cannes, del Famm-Femmes Artistes du Musée de Mougins, presentato come primo museo dedicato alle donne artiste in Europa (è il Musée d’Art Classique di Mougins che ha chiuso le porte, e riapre sempre a partire dalle collezioni private di Christian Levett).

In Germania è prevista nel corso dell’anno l’inaugurazione del Reinhard Ernst Museum di Wiesbaden, vicino a Francoforte: un progetto da 80 milioni di euro firmato dall’archistar Fumihiko Maki, Pritzker Prize nel 1993. Espone la collezione dell’imprenditore Reinhard Ernst, ricca di oltre 860 dipinti e sculture, incentrata sull’astrazione (arte tedesca del dopoguerra, arte giapponese, soprattutto Gutai, ed Espressionismo astratto americano) e comprende pezzi di Josef Albers, Richard Diebenkorn ed Helen Frankenthaler
Il Reinhard Ernst Museum a Wiesbaden in Germania
In Austria, a Vienna, è attesa prima dell’estate la terza sede dell’Albertina, all’interno dell’ex museo Essl, progettato nel 1999 da Heinz Tesar, chiuso al pubblico dal 2016. Grazie ai suoi 3.200 mq di spazi espositivi, con sale anche di grandi dimensioni, sarà destinato a mostre in particolare di opere monumentali. Grande attesa c’è anche per il museo che il collezionista Rafael Jablonka intende aprire in Tirolo nel 2024, dapprima con visite guidate a gruppi ristretti. Vi esporrà la sua collezione, una delle maggiori al mondo, in particolare per l’arte tedesca e americana degli anni ’80, dopo il ritorno delle 400 opere che nel 2019 Jablonka aveva concesso in comodato all’Albertina. Dato il calibro della collezione ci si aspetta un museo di qualità, con opere fra l’altro di Francesco Clemente, Eric Fischl, Richard Deacon, Roni Horn, Mike Kelley, Thomas Schütte, Philipp Taaffe.

È prevista per l’11 maggio l’inaugurazione del Kunstsilo a Kristiansand, cittadina marittima sulla punta meridionale della Norvegia. Qui, su tre piani e 35.500 metri quadrati di spazio espositivo, con un costo di più di 60 milioni di dollari, un silo per cereali del 1934 diventerà sede di due collezioni: quella del Governo locale di arte del Sud del Paese e le 5mila opere di arte modernista del Nordeuropa raccolte da Nicolai Tangen.
Il Kunstsilo a Kristiansand in Norvegia
Le novità nel mondo
290 milioni di dollari: è il costo di ampliamento e riallestimento firmato Selldorf Architects per la «nuova» Frick Collection di New York, che riaprirà a fine anno nella sua sede storica sulla Fifth Avenue, di fronte a Central Park, abbandonando la sede temporanea al 945 di Madison Avenue (l’edificio progettato da Marcel Breuer, già del Whitney e del Met Breuer). La maestosa dimora, lasciata alla sua morte nel 1919 dal magnate dell’acciaio e grande collezionista Henry Clay Frick, sarà aperta anche al secondo piano, là dove erano gli appartamenti privati della famiglia, con 15 stanze in più e nuovi spazi espositivi per il patrimonio del museo. Ancora a New York, è prevista a giugno l’apertura del nuovo centro visitatori dello Stonewall National Monument di New York, che racconta di quando, nel 1969, la polizia fece irruzione nello Stonewall Inn, un popolare ritrovo della comunità gay, e degli scontri che seguirono, durati sei giorni. Fu l’avvio della lotta per l’uguaglianza Lgbtqi+ che continua ancora oggi. Con i suoi 3.700 metri quadrati dedicati ad attività, conferenze e mostre, lo Stonewall National Monument è il primo sito del National Park Service dedicato ai diritti «queer».
Il nuovo ingresso della Frick Collection a New York
Grande attesa, a fine anno e a costi al momento non comunicati, per l’ampliamento di uno dei maggiori musei contemporanei del Sud America, il Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand (Masp) inaugurato nel 1968 a San Paolo, in Brasile, e considerato il capolavoro dell’architetta di origini italiane Lina Bo Bardi. Come si può ampliare un museo che si libra dal suolo, con la sua massa principale sostenuta da gambe elefantiache, e che è anche un capolavoro dell’architettura moderna e un punto di riferimento per la città? Julio Neves con Metro Arquitetos Associados hanno scavato in profondità: attraverso un tunnel sotterraneo il Masp sarà collegato a un nuovo grattacielo di 14 piani dall’altra parte della strada. Cinque piani di nuove gallerie aumenteranno lo spazio del 66%, per un totale di 190mila metri quadrati.
L’ampliamento del Masp a San Paolo del Brasile
Nel Regno Unito è prevista ad aprile l’apertura nell’ex municipio del Perth Museum (31,5 milioni di euro). Progettato dagli architetti olandesi Mecanoo, racconterà la storia di Perth come prima capitale della Scozia.

[articolo firmato da Torey Akers, Lee Cheshire, Luana De Micco, Flavia Foradini, Stefano Luppi, Alessandro Martini, Ada Masoero, Francesca Petretto e Tom Seymour]

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