Le luci spagnole di Joaquín Sorolla

Ad Aix-en-Provence il modo di lavorare, i temi prediletti e le ispirazioni di un prolifico artista

«Il ritorno dei pescatori» (1904) di Joaquín Sorolla
Luana De Micco |  | Aix-en-Provence

L’Hôtel de Caumont-Centre d’arts riapre il 10 luglio con la mostra «Joaquín Sorolla. Luci spagnole», non una retrospettiva, come la grande antologica della londinese National Gallery dello scorso anno, che ha avuto il merito di riscoprire il lavoro del pittore di Valencia, ma un focus su un aspetto ben preciso: il museo di Aix si interroga infatti su come Sorolla «ha costruito la sua opera», sul suo modo di lavorare dunque, i temi prediletti e le fonti di ispirazione, Goya e Velázquez prima di tutti. L’opera di Sorolla è vicina allo stile neoimpressionista ed è associata al Luminismo.

Spesso si parla di lui come del «pittore della luce» per i soleggiati paesaggi mediterranei, dai colori sgargianti e intensi. La curatrice della mostra di Aix, che si tiene fino al 1° novembre, è la storica dell’arte María López Fernández, esperta di Sorolla e già curatrice di diverse mostre a lui dedicate. Alle tele di grande formato, come «Il ritorno dei pescatori», del 1904 (prestato dai Musei di Nervi), sono affiancati dei piccoli studi e gli schizzi a olio «che gettano una luce nuova sulla sua concezione dell’arte». La mostra, fa notare il museo, «è anche l’occasione per scoprire il carattere instancabile, quasi ossessivo del suo lavoro». Di Sorolla, artista molto prolifico, si conoscono più di duemila opere.

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