Le donne delle Fondazioni: perché siamo differenti, che cosa vogliamo dare (e ricevere). 2

Dieci istituzioni dedicate all’arte contemporanea ci raccontano finalità, modalità e criticità. Tutte vorrebbero più collaborazione tra privato e pubblico e agevolazioni dallo Stato, quali ArtBonus e imposizione fiscale più comprensiva dei loro nobili scopi. L’incognita: quale futuro dopo le fondatrici? Altre due istituzioni: la Fondazione Furla (risponde Giovanna Furlanetto) e la Associazione Genesi (risponde Letizia Moratti)

Foto di Hannah Busing su Unsplash
Ada Masoero |


Giovanna Furlanetto

Fondazione Furla
Giovanna Furlanetto
Sede: San Lazzaro di Savena (Bo) e Milano
Anno di fondazione: 2008
Presidente e fondatrice: Giovanna Furlanetto (Bologna), imprenditrice, presidente di Furla Spa
Collezione: sì. La Fondazione è nata con l’obiettivo di supportare la cultura in Italia e non è legata a una collezione ma negli anni è stato costruito un patrimonio di opere di artisti contemporanei legati ai progetti promossi dalla Fondazione stessa, principalmente artisti italiani legati alla storia del Premio Furla per l’arte. Le opere sono esposte negli uffici dell’azienda Furla, a San Lazzaro di Savena e a Milano, e alcune sono state donate al Museo del Novecento di Milano
Apertura al pubblico: La sede a San Lazzaro di Savena è aperta al pubblico solo in occasione di eventi speciali
Orari e infofondazionefurla.org
Principali progetti: Premio Furla per l’arte a sostegno dei giovani artisti (2000-15); Furla Series (dal 2016 a oggi), ciclo di mostre in collaborazione con istituzioni italiane: prima con il Museo del Novecento di Milano per un ciclo dedicato alla performance e con Triennale Milano per la mostra personale della coreana Haegue Yang, ora tramite una partnership pluriennale con la Gam, Galleria d’Arte Moderna di Milano, per le mostre di Nairy Baghramian (2021), Andrea Bowers (2022) e Suzanne Jackson (2023).

1. Fondazione Furla è il risultato di un percorso iniziato dall’azienda Furla vent’anni fa per promuovere la cultura contemporanea in Italia. È un progetto nato con l’intento mecenatistico di restituire all’Italia quanto avevo ricevuto in termini di cultura ed heritage, e che si alimenta della stessa filosofia di Furla, l’azienda fondata da mio padre: incoraggiare e promuovere il contemporaneo italiano nelle sue varie espressioni, nell’arte come nel fashion design, supportando la creatività dei giovani talenti. Nel 2000 abbiamo istituito il Premio Furla, che si proponeva di mappare i giovani artisti italiani. Dopo una retrospettiva con i dieci finalisti a Palazzo Reale di Milano, ho sentito che era il momento di rimettersi in discussione e nel 2017 abbiamo intrapreso un nuovo percorso, quello di Furla Series, che attiva collaborazioni con le istituzioni pubbliche per realizzare mostre dedicate ai più significativi artisti contemporanei. Sono progetti che mettono a disposizione le risorse della Fondazione e la sua expertise a favore di istituzioni museali italiane. Ora abbiamo un rapporto privilegiato con la Gam di Milano con cui abbiamo stretto un accordo pluriennale. Un obiettivo per noi è anche educare il pubblico all’arte ma anche attraverso l’arte. Il nostro taglio tutto al femminile conferma il nostro impegno a offrire non solo occasioni di avvicinamento all’arte ma anche spunti di riflessione su questioni sociali urgenti, con un approccio istituzionale responsabile e inclusivo.

2. Si è conclusa il 14 gennaio la personale di Suzanne Jackson alla Gam di Milano e stiamo lavorando per la mostra successiva, sempre alla Gam nell’autunno del 2024. In febbraio promuoviamo l’intervento performativo inedito «Tiro al Blanco» dell’artista peruviana Daniela Ortiz, ad Artefiera di Bologna, nell’ambito di una collaborazione per la curatela del loro programma di performance, dopo l’esordio fortunato dello scorso anno con il collettivo israeliano Public Movement.

3. Il contributo principale arriva dall’azienda Furla, con il sostegno di alcuni partner ormai storici delle nostre attività come Deloitte e Intesa Sanpaolo, cui quest’anno si è aggiunto Snatt Logistica. Unico contributo pubblico è quello annuale che il Ministero della Cultura destina agli istituti culturali, che per noi ha un grande valore simbolico, perché è un riconoscimento ufficiale del rilievo pubblico della nostra attività. Gli introiti della biglietteria legati alle mostre che organizziamo rimangono al museo, dato che il nostro obiettivo è quello di supportarlo.

4. Sarebbe sicuramente auspicabile un investimento più significativo dello Stato nel sostegno alla sfera culturale in generale, dagli artisti alle istituzioni, ma anche un migliore sistema di agevolazioni fiscali potrebbe avere un impatto fondamentale nell’incremento di forme di supporto e finanziamento nei confronti di tutti quei soggetti, pubblici e privati, impegnati nella produzione e promozione della cultura.

5. Non so immaginare altro futuro se non che l’azienda Furla continui a finanziare questo progetto che non solo porta il suo nome ma è parte integrante della storia dell’azienda perché rappresenta la visione di un’impresa che non è soltanto una fabbrica di cose, ma anche di idee. Ho voluto questo progetto in prima persona, ma esistono un Cda e altri organi societari in grado di portarlo avanti e di proseguire la sua missione.
Fondazione Furla, sede di San Lazzaro di Savena
Letizia Moratti
Associazione Genesi
Letizia Moratti
Sede: Milano
Anno di fondazione: 2020
Presidente e fondatrice: Letizia Moratti (Milano, 1949), imprenditrice
Collezione: sì
Apertura al pubblico: no, ma la collezione è itinerante
Orari e infoassociazionegenesi.it
Principali progetti: «Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani», a cura di Ilaria Bernardi, finora in due edizioni, nel 2021-22 e nel 2023. Progetto espositivo ed educativo itinerante che finora ha toccato le seguenti città: Varese, Assisi, Matera, Agrigento, Milano, Genova e Brescia. E al Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra la mostra «Italian Art and Human Rights», dal 4 al 15 dicembre 2023.

1. È oggi di primaria importanza impegnarsi nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente. Nostro obiettivo è proprio quello di contribuire alla creazione di una cittadinanza più responsabile e socialmente attiva, scegliendo come strumento l’arte contemporanea, in quanto linguaggio universale e «sismografo» del presente. Abbiamo così dato vita a una collezione di opere di artisti di tutto il mondo e di diverse generazioni, che riflettono sulle urgenti e spesso drammatiche questioni culturali, ambientali, sociali e politiche del nostro tempo. Da settembre 2021 l’Associazione ha avviato «Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani» (a cura di Ilaria Bernardi), itinerante, interdisciplinare e inclusivo, con l’obiettivo di fornire un’educazione permanente sul tema dei diritti umani e dell’ambiente, attraverso l’arte contemporanea.

2. La terza edizione di «Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani» sarà annunciata in marzo con molte novità volte ad accentuare l’idea che da sempre ne costituisce la base: essere un vero e proprio museo, sebbene itinerante, e quindi espletare le funzioni e le finalità proprie dei musei d’arte contemporanea. La sua evoluzione è partita da novembre quando abbiamo inaugurato la terza tappa della seconda edizione del Progetto: a Brescia, per la prima volta, la mostra è stata tematica e ha accolto anche opere di diversa provenienza. A cura di Ilaria Bernardi, prevedeva che un nucleo di opere della nostra collezione, realizzate da artiste donne provenienti da tutto il mondo, introducessero al focus dedicato alla condizione femminile in Iran con le sale monografiche delle famose artiste Sonia Balassanian (1942) e Farideh Lashai (1944-2013), nonché attraverso la commissione di due opere partecipative della giovane artista iraniana Zoya Shokoohi. Dopo Brescia, una seconda evoluzione si è verificata con la mostra «Italian Art and Human Rights», curata da Ilaria Bernardi, al Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra e coorganizzata con il Ministero degli Affari Esteri. È la prima mostra all’estero promossa dall’Associazione e ha incluso quattro opere della sua collezione tra i lavori dei 16 artisti italiani inclusi nel progetto.

3. L’Associazione finanzia i suoi progetti grazie a contributi dei partner. La seconda edizione di «Progetto Genesi» ha visto come main sponsor Eni e gode dei contributi di Intesa Sanpaolo, Federico Bosetti e Fondazione Pirelli per le tappe di Milano e Brescia, e di Fondazione Passadore 1888 per la tappa di Genova. Ha come sponsor tecnici Hidonix, Open Care e Start. Alcune attività sono realizzate con nostri enti patrocinanti tra cui Fai, Fondazione Gariwo e Università Cattolica del Sacro Cuore.

4. Sarebbe senz’altro utile l’incremento di finanziamenti pubblici destinati all’arte, alla cultura e anche all’educazione scolastica e all’educazione civica, così importante per il nostro futuro di cittadini.

5. Quando ho fondato l’associazione e iniziato la sua collezione avevo molto chiara la relativa mission, ma ancora non riuscivo bene a visualizzare il loro sviluppo. «Progetto Genesi» ha permesso non solo di far conoscere l’associazione e di iniziare ad attuare i suoi obiettivi, ma soprattutto ha tracciato una direzione su cui costruire il percorso futuro, che è pensato fin d’ora per proseguire lungamente, sviluppando ancor più quanto abbiamo fatto nel nostro primo triennio di attività.
Interno di Associazione Genesi

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Dieci istituzioni dedicate all’arte contemporanea ci raccontano finalità, modalità e criticità. Tutte vorrebbero più collaborazione tra privato e pubblico e agevolazioni dallo Stato, quali ArtBonus e imposizione fiscale più comprensiva dei loro nobili scopi. L’incognita: quale futuro dopo le fondatrici? Altre due istituzioni: la Fondazione Luigi Rovati (risponde Giovanna Forlanelli) e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (risponde Patrizia Sandretto Re Rebaudengo)