Le donne delle Fondazioni: perché siamo differenti, che cosa vogliamo dare (e ricevere). 1. Fondazione Biscozzi | Rimbaud Ets e Fondazione Elpis

Dieci istituzioni dedicate all’arte contemporanea ci raccontano finalità, modalità e criticità. Tutte vorrebbero più collaborazione tra privato e pubblico e agevolazioni dallo Stato, quali ArtBonus e imposizione fiscale più comprensiva dei loro nobili scopi. L’incognita: quale futuro dopo le fondatrici? Le prime due istituzioni: la Fondazione Biscozzi | Rimbaud Ets (risponde Dominique Rimbaud) e la Fondazione Elpis (risponde Marina Nissim)

Foto di Hannah Busing su Unsplash
Ada Masoero |

Con il moltiplicarsi delle figure femminili che occupano ruoli di vertice nelle professioni e nelle imprese, si è molto ampliato anche il numero delle collezioniste d’arte e, fra queste, sono sempre più numerose coloro che decidono di aprire alla collettività il frutto della loro passione collezionistica, trasformandola da privilegio a strumento di condivisione. Per questa nostra ricognizione abbiamo voluto circoscrivere il perimetro al solo contemporaneo, che è l’ambito più battuto, sebbene esistano altre figure non meno incisive nel campo dell’arte antica e del moderno, come la Fondazione Biagiotti Cigna di Guidonia (Roma), dedicata a Giacomo Balla, voluta dalla stilista Laura Biagiotti e dalla figlia Lavinia, o la Fondazione Pasquinelli di Milano, istituita da Giuseppina Antognini in memoria di Francesco Pasquinelli, che possiede un’importante collezione di arte delle avanguardie.

Nella nostra indagine ci siamo rivolti alle sole fondatrici e, senza pretese di esaustività (anche perché ci sono state un paio di defezioni: peccato, sarebbero state in ottima e sceltissima compagnia), l’obiettivo che ci siamo posti è stato di esplorare i molti aspetti che le Fondazioni (ma c’è anche un’associazione: l’Associazione Genesi, fondata da Letizia Moratti) possono assumere, le finalità che le fondatrici si sono poste, le modalità con cui si rapportano con il pubblico, le criticità che incontrano nel sistema italiano del contemporaneo.

Un vademecum che riteniamo utile anche a chi avesse in animo di intraprendere lo stesso percorso. Tre le direzioni fondamentali, che vanno ben oltre la condivisione con il pubblico delle loro collezioni (quando siano state conferite alla Fondazione): come spiega la decana (per priorità temporale, perché lei è stata la prima in assoluto) Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, la sua Fondazione si pone «tre missioni statutarie: sostenere le giovani generazioni artistiche e curatoriali; creare un nuovo pubblico, di tutte le età, accompagnandolo nella scoperta delle ricerche più recenti; costruire reti fondate sulla collaborazione pubblico-privato, favorendo partnership tra enti, istituzioni e fondazioni, a livello locale, nazionale e internazionale».

E questi sono obiettivi condivisi da tutte le nostre interlocutrici, da Marina Nissim (Fondazione Elpis, Milano) a Beatrice Trussardi (Fondazione Nicola Trussardi, Milano), da Beatrice Bulgari (In Between Art Film, Roma) a Beatrice Merz (Fondazione Merz, Torino), a Giovanna Furlanetto (Fondazione Furla), da Carmela Sanguedolce (Fondazione Sanguedolce, Crotone) e Dominique Rimbaud (Fondazione Biscozzi | Rimbaud, Lecce), due esempi virtuosi che operano nel Sud d’Italia, a Giovanna Forlanelli (Fondazione Luigi Rovati, Milano), che lavora sull’intreccio tra arte contemporanea e archeologia.

Molte, però, le sfaccettature: non tutte le Fondazioni hanno una sede e non tutte, lo si diceva, possiedono una propria collezione. La Fondazione Nicola Trussardi, per esempio, non ha una collezione ed è nomade per statuto ma, anno dopo anno, presentandole in luoghi sempre diversi e «segreti» di Milano, produce opere degli artisti internazionali che chiama a confrontarsi con quei contesti.

Neanche l’Associazione Genesi ha una sede. Possiede però una collezione caratterizzata dalla scelta di artisti contemporanei che riflettano sulle grandi emergenze del nostro tempo. E le opere vengono esposte in mostre itineranti attraverso il «Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani»: un progetto espositivo dal taglio fortemente educativo ed etico, interdisciplinare e inclusivo, mirato sui diritti umani e sull’ambiente.

Anche più articolata la formula scelta dalla Fondazione Luigi Rovati, che è stata concepita come «un’infrastruttura culturale» per la città, dove la compresenza di un’importante collezione di archeologia etrusca e di opere di grandi artisti di oggi permette di stimolare il pubblico «a interrogarsi sul nostro passato e su quale sarà il nostro il futuro», grazie anche al fitto calendario di incontri che illuminano da prospettive multiple le collezioni permanenti e le mostre temporanee.

Tutte le nostre interlocutrici sollecitano poi una maggiore sinergia tra privato e pubblico, dal quale si attenderebbero un maggiore supporto, non tanto con finanziamenti quanto con agevolazioni, come l’ArtBonus (da cui al momento le Fondazioni private sono escluse) e con una revisione dell’imposizione fiscale. E il futuro? Molte di esse si sono dotate di consigli d’amministrazione, altre possono contare su eredi delle fondatrici, il cui impegno in alcuni casi è già attivo, con l’auspicio che portino avanti la missione originaria.



Dominique Rimbaud
Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS
Dominique Rimbaud. Foto Samuele Vincenti
Sede: Lecce
Anno di fondazione: 2018, riconosciuta Ente del Terzo Settore (Ets) nel 2022
Presidente: Dominique Rimbaud (Brignoles, Francia, 28 settembre 1947)
Comitato tecnico-scientifico: Paolo Bolpagni, Dario Cimorelli, Roberto Lacarbonara e Lorenzo Madaro
Collezione: sì
Apertura al pubblico: sì, tutti i giorni, escluso il lunedì.
Orari e info: fondazionebiscozzirimbaud.it
Principali progetti: esposizione della collezione permanente, mostre temporanee a cadenza semestrale, con approfondimenti sugli artisti presenti nella collezione e, a turno, aperture al contemporaneo (finora mostre su Angelo Savelli, 2021; Salvatore Sava, 2022; Grazia Varisco, 2022-23; Mirco Marchelli, 2023; Yuval Avital, 2023-24) e laboratori didattici per bambini e ragazzi delle scuole

1. Il progetto è di mio marito Luigi Biscozzi, che in introduzione al catalogo della nostra collezione dichiarava: «Ho un debito di riconoscenza nei confronti della mia città di Lecce, mi ha dato la sua bellezza […] desidero restituire il mio debito». Gli obiettivi che si pone la Fondazione Biscozzi | Rimbaud, dalla sua costituzione nel febbraio del 2018, sono la diffusione del contemporaneo in un territorio nel quale l’arte dalla seconda metà del Novecento (nucleo principale della collezione, curata da Paolo Bolpagni, e dell’esposizione permanente) è ancora poco conosciuta, e l’educazione del pubblico, soprattutto delle giovani generazioni: organizziamo visite guidate e laboratori per le scuole di ogni grado, domeniche mattina per bimbi dai tre ai sei anni, open day mensili per professori ed educatori. Con le mostre temporanee (due o tre all’anno) cerchiamo di approfondire la conoscenza degli artisti della nostra collezione (Angelo Savelli, Grazia Varisco) e di aprirci al più contemporaneo (Salvatore Sava, Mirco Marchelli, Yuval Avital), per tenere sempre aggiornato il nostro pubblico. Lo spazio espositivo della Fondazione, a Lecce, è stato inaugurato soltanto nel maggio del 2021, dopo gli impegnativi lavori di ristrutturazione della palazzina di piazzetta Baglivi e le chiusure dovute al Covid-19.

2. Oltre alla mostra temporanea di approfondimento su uno degli artisti della nostra collezione, per l’estate 2024, abbiamo in programma un’apertura verso la fotografia, in primavera e in autunno. Poi nuove iniziative pomeridiane per coinvolgere sempre di più il nostro pubblico.

3. La Fondazione vive esclusivamente dei fondi lasciati dal suo fondatore, mio marito Luigi Biscozzi, e degli introiti della biglietteria.

4. Mi aspetterei un aiuto dai media locali (giornali, riviste e canali televisivi) e nazionali per farci conoscere e un aiuto finanziario dalla Regione Puglia o dal Ministero, per la nostra biblioteca aperta al pubblico e per i laboratori didattici.

5. In questi primi anni di attività, essendo venuto a mancare il fondatore Luigi Biscozzi nel settembre del 2018, sono dovuta diventare il principale riferimento. Tuttavia, la Fondazione Biscozzi | Rimbaud è retta da un Consiglio di Amministrazione molto coinvolto nella gestione delle nostre attività statutarie, e la programmazione è proposta ed elaborata da un Comitato tecnico-scientifico. Organi, questi, che possono senz’altro portarne avanti la missione lungamente nel tempo.
Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS, ingresso. Foto Samuele Vincenti
Marina Nissim
Fondazione Elpis
Marina Nissim. Foto Nicolò Panzeri. © Fondazione Elpis
Sede: Milano
Anno di fondazione: 2020
Presidente e fondatrice: Marina Nissim (Milano), imprenditrice
Collezione: no
Apertura al pubblico: sì, dal giovedì alla domenica, 12-19.
Info: fondazioneelpis.org
Collezione propria: no
Principali progetti: «¿soy Cuba?» e «Immersione Libera» (prima della nascita della fondazione), il progetto annuale «Una Boccata d’Arte», «Haze. Contemporary Art From South Asia»

1. La passione per l’arte contemporanea e la volontà di supportare i giovani artisti sono gli elementi alla base di Fondazione Elpis. Dal 2020, abbiamo realizzato mostre, eventi, residenze e incontri in tutta Italia con l’obiettivo di valorizzare e promuovere le forme espressive dell’arte e della creazione contemporanea. Abbiamo così sviluppato una rete sempre più ampia di persone conosciute lungo il nostro percorso. In particolare grazie a «Una Boccata d’Arte», un’iniziativa diffusa in tutta Italia che ogni anno, in estate, coinvolge 20 artisti nell’ideazione di installazioni in 20 borghi, uno per ogni regione. Fin dai nostri primi passi, l’incontro con le persone è sempre stata l’origine da cui è scaturito ogni progetto. Infatti, le iniziative promosse e realizzate da Fondazione Elpis nascono da momenti di dialogo e scambio che valorizzano le capacità e le idee di ciascuno. Con l’apertura della nostra sede espositiva, nel cuore di Milano (nella foto), abbiamo confermato questa nostra missione. Dopo un anno di attività il nostro spazio nel quartiere di Porta Romana si sta distinguendo come un centro di progettualità e di sperimentazione che si rivolge a tutta Italia e non solo, con un approccio libero e ricchezza di linguaggi e visioni contemporanee.

2. Conclusa lo scorso settembre la quarta edizione di «Una Boccata d’Arte», stiamo lavorando alla prossima, che segnerà la realizzazione di 100 progetti realizzati in 100 borghi in cinque anni. Per celebrare questo traguardo stiamo iniziando a progettare qualcosa di speciale. Parallelamente lavoriamo alla programmazione della sede espositiva di Milano. Fino al 4 febbraio è in corso la mostra personale di Lucia Cantò, dal titolo «Stelle che sorreggono altre stelle», a cura di Giovanni Paolin e Sara Maggioni. Due progetti vedranno la luce nel 2024, entrambi dal respiro internazionale.

3. La Fondazione si sostiene grazie a finanziamenti privati. In alcuni casi possono essere attivate partnership con aziende e/o realtà pubbliche o private che riguardano progetti specifici, come ad esempio per «Una Boccata d’Arte».

4. Alla luce del contesto italiano sarebbe auspicabile in primis una maggiore sinergia tra pubblico e privato in un’ottica di sostegno agli artisti e alla creazione di spazi di dialogo, produzione e divulgazione artistica. Nel nostro caso specifico, sarebbe importante che il lavoro che facciamo ormai da quattro anni nelle aree interne in tutto il territorio italiano (con «Una Boccata d’Arte» o sostenendo altri progetti che nascono lontano dai grandi centri) fosse riconosciuto, valorizzato e sostenuto con agevolazioni e aiuti pubblici alla mobilità degli artisti che si muovono al di fuori delle principali rotte dell’arte.

5. Fondazione Elpis è legata alla mia persona in quanto nasce da una visione etica e relazionale della sfera artistica che spero di poter trasmettere nel modo più autentico, ampio e duraturo possibile. In questa avventura sono affiancata da un organo direttivo e da un team di persone che condividono questa visione e contribuiscono ogni giorno a concretizzarla e ad ampliarla.
Fondazione Elpis. Foto Nicolò Panzeri

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