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Le cure di «Cura Italia»

I tentativi per sostenere due settori cruciali per la nostra economia: cultura e turismo

Piazza del Pantheon a Roma nei giorni del coronavirus

Prime mosse incerte del Governo fino agli inizi di marzo: riapertura provvisoria e, subito dopo, chiusura totale di tutti i luoghi di spettacolo e cultura. Misure necessarie per cancellare le mille occasioni di contatto tra persone e quindi di contagio da Coronavirus. Un primo decreto legge aveva quindi stabilito la sospensione dei versamenti di contributi e previdenza per alberghi, agenzie e tour operator e invitava le agenzie di viaggio a rimborsare i clienti con un voucher. È poi arrivato un secondo decreto promosso dal Mibact per sostenere due settori cruciali per la nostra economia: cultura e turismo.

Quest’ultimo, avverte la Confindustria, «rischia il collasso» da mancati introiti nel 2020 di oltre 29 miliardi e coinvolge 3 milioni di lavoratori. Il 16 marzo è stato quindi approvato dal Consiglio dei Ministri un pacchetto di «aiuti concreti» concordati con le associazioni di categoria. Sono interventi straordinari che cercano di rendere possibile una resistenza di qualche mese alla mancanza di lavoro e di denaro creati dalla pandemia. Questo in sintesi il contenuto dei provvedimenti previsti dal decreto «Cura Italia» per cultura e turismo, che possono man mano essere verificati e se necessario rafforzati. Rappresentano un primo importante intervento del Governo nei due settori:

• indennità straordinaria, ad alcune condizioni, di 600 euro per il mese di marzo a chi lavora nei settori del turismo, della cultura, dello spettacolo e dell’audiovisivo estesa anche a chi non gode di ammortizzatori sociali, quindi anche ai tanti stagionali del turismo e dello spettacolo e speciali interventi destinati ad artisti, autori, interpreti ed esecutori;

• versamenti sospesi per ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e del pagamento per assicurazione obbligatoria a carico di coloro che gestiscono o organizzano teatri, sale da concerto, cinema, fiere ed eventi artistici e culturali, musei, biblioteche, archivi, monumenti storici, bar, ristoranti, terme, parchi di divertimento, servizi di trasporto, noleggio di attrezzature sportive e per spettacoli, ma anche per guide e assistenti turistici;

• fondo emergenza per spettacoli dal vivo, cinema e audiovisivo di 130 milioni di euro per il 2020 destinato a operatori, autori, artisti, interpreti, e per investimenti in questi settori. Entro 30 giorni verranno stabiliti i criteri di ripartizione;

• rimborsi con voucher per viaggi e pacchetti turistici annullati ed estesi a contratti di soggiorno in alberghi e strutture turistiche; voucher e rimborso entro 30 giorni anche per biglietti di spettacoli, cinema, teatri, musei e altri luoghi della cultura. Il decreto sancisce anche l’impegno a realizzare una campagna straordinaria mondiale di promozione per l’Italia del turismo e della cultura.

Edek Osser, da Il Giornale dell'Arte numero , aprile 2020


  • Piazza Duomo a Milano deserta

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