Le Case d’Asta nel 2021 | Intervista a Guido Wannenes, Wannenes

Versatilità nel 2021 dopo la svolta del 2020

Michela Moro |

I Wannenes, mercanti d’arte fiamminghi, arrivarono a Genova all’inizio del Seicento, detto «Il Secolo  dei Genovesi» per la potenza, lo splendore e la ricchezza della città, visitata da Rubens, van Dyck e Mattia Preti, e la nascita del Barocco genovese. Nella scia di questa lunga tradizione familiare, la Casa d’Aste Wannenes è nata a Genova nel 2001, per poi espandersi a Roma dal 2003, a Milano dal 2008 (ora a Palazzo Recalcati), e nel 2017 a Monte Carlo in partnership con Art Contact. Diretta dall’Amministratore Delegato Guido Wannenes, consta di quindici dipartimenti, tra cui Dipinti Antichi, Asian  Art, Arte Moderna e Contemporanea e  Wine & Spirits. Il Dipartimento Trattative Private & Uniche Proprietà si occupa della gestione e vendita in asta di intere collezioni e prestigiose residenze. La parola a Guido Wannenes.

Com’è trascorso l’anno, quale strada ha preso il mercato e quali cambiamenti avete registrato?
Il bilancio del 2020 è sicuramente positivo, con un totale di oltre 22 milioni di euro di fatturato e una percentuale di venduto del 71,1%, in crescita del 37,5% rispetto al 2019. Dipinti Antichi, Design e Arredi sono stati i settori trainanti, ma tutti i dipartimenti hanno avuto buone performance. Da segnalare il dipartimento Gioielli e Orologi, che con due aste a Monte Carlo ha sfiorato i 3 milioni di euro, e quello di Argenti, Avori e Arte Russa, che ha superato i 2 milioni di euro e registrato un record mondiale per una placca di avorio di Christoph Daniel Schenck.

Quali cambiamenti avete registrato?
Sono cresciuti i depositanti (11.141) e gli acquirenti (7.917), suddivisi in 67 nazioni da 5 continenti, dimostrazione concreta dell’ottimo lavoro fatto dal nostro team di esperti. Quando verrà scritta la storia del mercato dell’arte di questi anni, il 2020 sarà ricordato come un momento di svolta, l’anno dove il web è diventato centrale per l’arte e ha permesso di non fermare le vendite. È un caso da manuale di come le contingenze possono cambiare il corso degli eventi e imporre nuovi orizzonti a un intero settore. È per questa ragione che la presenza di Wannenes sul web e sui social media sarà ancora di più mirata e puntuale, in modo da poter informare nella maniera più esaustiva possibile la fascia più ampia di clienti.

Quali sono le problematiche del settore in Italia?
Essere pronti a modificare le piattaforme di vendita rispetto a una situazione veramente eccezionale: nel 2020 la piattaforma del nostro sito web e quelle internazionali che collaborano con noi hanno veicolato il 65% del fatturato, le offerte telefoniche il 31% e quelle scritte il 4%.

A chi è in mano il mercato oggi?
Agli operatori che faranno proposte di qualità, vicine alle esigenze del mercato collezionistico che ha dimostrato più volte di saper essere anticiclico rispetto al tempo breve dei trend. Non è un caso che dipartimenti «classici» come Dipinti Antichi e Arredi siano al top come fatturato totale.

Che cosa prevede per il mercato del 2021?
La parola d’ordine del 2021 sarà versatilità: bisognerà capire non solo cosa vorrà il mercato, ma anche come e quando lo vorrà. Curare ancora di più ogni servizio ed essere pronti ad applicare, anche al mercato dell’arte, standard propri dei settori più alti dell’e-commerce di lusso. Vincerà chi senza pregiudizi riuscirà a trovare la migliore sintesi tra prodotto di élite e servizio commerciale globale. Quanto alle strategie, vogliamo continuare a guardare dentro e fuori dall’Italia, per creare nuove sinergie che consolidino ulteriormente il marchio Wannenes anche in altri settori.

Sono cambiate le figure, le motivazioni e le tendenze dei collezionisti e che impatto hanno avuto le tecnologie sul modo di collezionare?
Vogliamo che tutti possano entrare in contatto con il mondo Wannenes, non solo fisicamente attraverso le nostre sedi di Milano, Genova, Roma e Monte Carlo, ma anche, sempre di più, in maniera virtuale attraverso il nostro sito e la nostra piattaforma. È un percorso che coinvolgerà le aste e le grandi fiere, una nuova sfida che il mondo dell’arte saprà cogliere trovando soluzioni vincenti e confermandosi il mercato anticiclico per eccellenza.

Quali sono stati i vostri Top lot del 2020?
Una versione anni Sessanta delle «Muse inquietanti» di Giorgio de Chirico, tra i quadri più iconici della metafisica, esitato a 425.100 euro. Un’intensa «Pietà» modellata in avorio da Christoph Daniel Schenck, maestro indiscusso del Barocco tedesco (a 350.100 euro); un vivace «Vaso di fiori» di un’artista vicino alla maniera di Pieter Brueghel Il Vecchio, esitato a 237.600 euro; e infine un’iconica tecnica mista su carta di Picasso del 1972, voracemente lavorata in entrambi i lati, di fatto due opere distinte, battuta a 200.100 euro.

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