Le Case d’Asta nel 2020 | Intervista a Pablo Carrara, Meeting Art

Sei dipartimenti e un balzo in avanti

Michela Moro |

Fondata nel 1979, sin dall’inizio Meeting Art si è distinta per l’attenzione nell’utilizzo dei diversi media, ritenuti all’epoca ben lontani dalle felpate case d’asta. Dagli esordi a Casale Monferrato le sessioni d’asta sono state trasmesse in diretta televisiva, nel 1998 sono partite le vendite online e da qualche anno si possono seguire le aste su due canali satellitari e sul sito internet e, previa registrazione, è anche possibile inoltrare offerte e comprare i lotti dal web. La casa d’aste opera attraverso sei dipartimenti: Arte Moderna e Contemporanea; Dipinti del XIX e XX secolo; Tappeti orientali; Gioielli moderni e d’epoca; Orologi moderni e d’epoca; Dipinti e Arredi Antichi e Design. Punta di diamante il settore dell’Arte Moderna e Contemporanea, che da solo costituisce oltre la metà del giro d’affari proponendo nomi celebri del panorama artistico nazionale e internazionale e offrendo spazio anche ad artisti emergenti. Da segnalare anche il notevole contributo del settore Orologi. Il calendario delle aste è molto fitto, con una media di 20mila lotti all’anno esitati da settembre a giugno con sedute di vendita tutti i fine settimana, ai quali si aggiungono sessioni infrasettimanali. La parola al presidente Pablo Carrara.

Com’è trascorso l’anno, quale strada ha preso il mercato e quali cambiamenti avete registrato?
Il trend positivo che si era registrato durante il primo semestre è stato ampiamente riconfermato anche nel secondo e Meeting Art è riuscita a fare un balzo in avanti e superare i numeri dell’anno passato. A far da traino le aste di Arte Moderna e Contemporanea, seguite a ruota dagli incanti di orologi da polso moderni e d’epoca, gioielli moderni e d’epoca e dipinti e arredi antichi, settori che ci hanno dato sempre grandi soddisfazioni e che hanno sempre grande appeal tra i collezionisti e addetti ai lavori. Il mercato ha fatto registrare un aumento dell’offerta, però non sempre adeguata per la qualità degli oggetti proposti. Spinto dalla necessità di vendere, si è avvicinato alle aste anche quel pubblico che generalmente non frequenta le sale degli incanti. Non si è notata nessuna influenza particolare sui prezzi. Se tanta è stata l’offerta, altrettanto alta è stata la domanda.

Quali sono le problematiche del settore in Italia?
Il problema più grande è coinciso con la difficoltà di spostamento e l’impossibilità di organizzare aste con la presenza di pubblico in sala. Per questo Meeting Art ha congelato in questi frangenti la propria attività. Il problema delle difficoltà legate all’esportazione delle opere sembra invece in parte risolto grazie allo sblocco della soglia di valore: questa misura ha avuto un impatto molto positivo sulle vendite.

Chi ha in mano il mercato oggi?
Grazie al web e alle nuove tecnologie le distanze tra collezionisti e operatori del settore sono pressoché annullate. Le case d’asta sono un punto di riferimento e la pubblicazione dei risultati evidenzia a compratori e venditori il polso del mercato di riferimento in un dato momento.

Che cosa prevede per il mercato del 2021?
Una riconferma del trend positivo che ci accompagna da diversi anni. Il mercato è in grande fermento e pronto per i prossimi eventi. A cavallo tra 2020 e 2021 abbiamo ricevuto diversi affidamenti molto importanti. Dopo aver ripreso in grande stile la stagione degli incanti nel mese di gennaio 2021 con l’Arte Moderna e Contemporanea e i Tappeti orientali, il primo grande appuntamento della stagione è stato il catalogo dell’asta n. 884 dedicato alle opere dell’Arte Moderna e Contemporanea (16-21 gennaio 2021). A seguire l’asta n. 886 dedicata a Orologi da polso, penne e gioielli moderni e d’epoca (30 gennaio-7 febbraio 2021). Il mese di febbraio vedrà poi protagonisti dipinti e arredi antichi con oggetti di design, vetri e argenti (asta n. 887, 13-21 febbraio).

In quale settore concentrerete le vostre energie e su che cosa suggerite di investire?
Per il 2021 le nostre energie saranno spese per consolidare i dipartimenti storici e per rafforzare la nostra influenza sul mercato internazionale. Meeting Art proporrà una novità mondiale: un nuovo modo di concepire le aste, secondo un progetto ancora top secret e coperto da brevetto internazionale. Non mancheranno grandi appuntamenti di incanti privati e prestigiosi eventi nella nuova sala Mario Carrara, dove verranno esposte le opere d’arte e gli oggetti inediti più pregiati provenienti da collezioni private. Riguardo alle ultime tendenze del mercato possiamo dire che i lavori degli anni Ottanta dei grandi maestri sono molto ambiti dai collezionisti.

Sono cambiate le figure, le motivazioni e le tendenze dei collezionisti e che impatto hanno avuto le tecnologie sul modo di collezionare?
Sia chi vende sia chi compra sono principalmente collezionisti privati, anche se registriamo la partecipazione di importanti istituzioni nazionali e internazionali ai nostri incanti. Senz’altro il web ha avvicinato i confini tra collezionisti e casa d’asta, anche se una parte importante del lavoro consiste da sempre nel rapporto diretto di stima e fiducia che si instaura con il cliente, acquirente o venditore che sia. Questo si crea con anni e anni di lavoro.

C’è stato maggior interesse dei compratori esteri ad acquistare in Italia? Le case d’asta italiane sono state svantaggiate rispetto alle straniere?
Da qualche tempo registriamo un costante aumento della presenza di compratori stranieri. L’Arte Moderna e Contemporanea, come gli orologi moderni e d’epoca sono sempre molto apprezzati all’estero. Basta guardare gli ottimi risultati di vendita dell’asta di orologi della fine del 2020. Collezionisti europei, americani e sempre di più orientali, sono habitué delle nostre aste. Anche i dipinti antichi di pregio sono battuti spesso e volentieri da acquirenti stranieri. Il divario tra case d’asta italiane e straniere non è ampio e con lo sblocco della soglia di valore sulle esportazioni c’è stato un grande balzo in avanti, un costante aumento delle vendite e un conseguente snellimento del lavoro.

Le tecnologie applicate alle aste quest’anno hanno sicuramente incentivato la trasparenza dei risultati, molto importante per le nuove leve di collezionisti internazionali. Quanto conta la trasparenza dei risultati pubblicati in relazione alla fiducia degli acquirenti esteri? Il mercato italiano ha ancora zone di opacità?
La trasparenza nei confronti sia dei compratori sia degli acquirenti è uno dei punti cardine su cui Meeting Art ha fondato la propria attività da 40 anni a questa parte: questo fattore è stato determinante per il successo della casa d’aste. Conta moltissimo la trasparenza nella pubblicazione dei risultati delle vendite, così come è altrettanto importante la trasparenza delle provvigioni e delle eventuali spese accessorie che un venditore deve sostenere quando mette in vendita un’opera d’arte, un oggetto o un’intera collezione (certificati, autentiche ecc.).

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Michela Moro
Altri articoli in ASTE