Le case d'asta italiane nel 2020 | SOTHEBY'S

Il rapporto consuntivo di 28 case d'asta

Michela Moro |  | Italia

Sotheby’s Italia ha organizzato nell’anno 8 aste con un risultato di 22.417.446 euro. L’attività della casa si delinea anche negli oltre 900 lotti, 30% in più rispetto ai 600 del 2019, con una percentuale media di venduto dell’89,4%. L’aumento delle aste online ha ampliato il raggio d’azione: alle vendite milanesi si registra un incremento del 40% di nuovi compratori, e acquirenti da 47 Paesi contro i 38 del 2019. Punto focale come sempre sono state le due aste di Arte Moderna e Contemporanea, con ottimi risultati.

«Un anno inedito, questo 2020, difficile dunque paragonarlo ad altri, commenta Filippo Lotti, managing director di Sotheby’s Italia. L’asta milanese di Contemporary Art prevista per aprile, tempestivamente posticipata in modalità online al mese di giugno, con oltre 10 milioni di euro ha registrato il fatturato più alto in Europa nel primo semestre 2020. La sede italiana, con le due vendite tradizionali di giugno e di novembre, tradotte online, ha consolidato un totale pari a 18.244.135 euro. A novembre l’84% degli acquisti è andato a collezionisti privati provenienti dall’Europa, seguiti da americani e asiatici. Con l’asta di novembre si è inoltre conclusa con successo la vendita, divisa in due parti e iniziata nel 2019, della collezione privata di ceramiche prodotte da Fausto Melotti negli anni ’50-60. A questo risultato va sommato l’esito delle altre sei vendite che insieme realizzano 4.173.311 euro. L’elenco delle prime dieci aggiudicazioni dell’annata vede Giorgio Morandi occupare le prime tre posizioni, con storiche “Nature morte”, datate dal 1946 al 1951. La cifra più alta, 1.452.500 euro, va all’esemplare del ’51, seguito da quella del ’48 aggiudicata a 1.068.500 euro e da quella del ’46 a 823.200 euro. Anche le opere di Mario Schifano sono da alcuni anni protagoniste delle vendite milanesi. Il suo dipinto proposto a novembre ha quasi raddoppiato la stima massima: “Ossigeno ossigeno”, una tela del 1965, di ottima provenienza e pedigree espositivo, da 260-350mila euro, è stato aggiudicato a 678mila. Nell’anno abbiamo calibrato le proposte in un’alternanza tra artisti italiani e internazionali, per accrescere l’interesse dell’audience straniera, presentando con successo nomi mai passati in asta in Italia, come il cinese Liu Ye, noto grazie alla recente mostra della Fondazione Prada. Il suo acrilico su tela del 2006 “The Last Tempter” è stato aggiudicato a 275mila euro. Anche il “Dots Accumulation” del 1993 di Yayoi Kusama ha superato la stima più alta, ottenendo 237.500 euro».

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