Le case d'asta italiane nel 2020 | MARTINI STUDIO ARTE

Il rapporto consuntivo di 28 case d'asta

Alighiero Boetti, «Segno e disegno», 1979, ricamo su tessuto 163.500 €
Michela Moro |  | Italia

Angelo Martini, direttore e responsabile di Martini Studio d’Arte di Brescia, valuta i propri risultati: «Brescia è stata particolarmente toccata dalla prima ondata della pandemia e tutto ciò ha avuto forti ripercussioni anche sulla nostra azienda. Noi teniamo generalmente 4 aste all’anno, e la prima del 2020 era programmata per il 25 marzo, con catalogo già pubblicato sul sito, stampata e inviata la versione cartacea. Poi l’asta è stata posticipata al 26 maggio, lasciando comunque online il catalogo, e con grande stupore abbiamo riscontrato un enorme entusiasmo rappresentato dal record mondiale per un arazzino di Boetti, che ha realizzato 162.500 euro, seguito dal “Baco da setola” di Pino Pascali, aggiudicato a 150mila euro. Paradossalmente la crisi ha fatto aumentare la richiesta, o meglio, tutta l’attenzione dei collezionisti si è focalizzata sulle aste, l’unico mezzo che era già predisposto a lavorare a distanza. Con le fiere saltate, le gallerie e i musei chiusi, per le aste poco era cambiato grazie all’invio di video, foto, condition report ecc. Credo che il 2021 rispecchierà in parte il 2020; fino a quando non ripartiranno le fiere e le gallerie, il mondo delle aste resterà l’unico sbocco per i collezionisti».

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