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Aste

Le case d'asta in Italia nel 2019 | IL PONTE

Un fatturato da record con tanti settori in crescita

Rossella Novarini, direttrice di Il Ponte Casa d’Aste. Photo Credits: Mattia Aquila

Milano. Nel 1974 l’antiquario Stefano Redaelli inaugura a Milano la Galleria d’Arte Il Ponte che presto diventa Il Ponte Casa d’Aste, punto di riferimento per le vendite di beni e arredi di prestigio. In seguito Il Ponte si apre ad Arte Moderna e Contemporanea, Fashion Vintage, Gioielli, e prosegue con le aste di importanti collezioni e successioni. Nel 2006 inaugura viaPitteri10, uno spazio di oltre 3mila metri quadrati per vendite più commerciali che consentono a un pubblico più ampio di appassionarsi alle aste senza oneri eccessivi. Oggi i dipartimenti spaziano da Design e Arti Applicate del ’900 ad Arte Orientale, Orologi, Maioliche e Porcellane, Argenti, Strumenti Musicali, Filatelia e Numismatica, oltre ai Dipinti dei secoli XIX e XX, Dipinti Antichi, Arredi e Mobili. La parola a Rossella Novarini, direttrice della Casa d’Aste.

Come è andato il 2019, qual è la previsione per il 2020?
Il 2019 si conclude con un fatturato totale di 32.320.000 milioni di euro: +5% rispetto al 2018. Il Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea riconferma gli ottimi risultati del primo semestre chiudendo con un fatturato record di 15,4 milioni di euro: +30% rispetto al 2018. Ottimi risultati per i Gioielli con un fatturato totale di 5 milioni di euro. Da segnalare, dopo anni di stasi, i risultati di Arredi e Dipinti Antichi che concludono l’anno con 4,3 milioni di euro. L’accurata selezione dei beni è stata la chiave vincente per attirare un vasto numero di collezionisti internazionali. La sede di ViaPitteriDieci, unicum in Italia, totalizza 3.663.022 milioni di euro e un +20% sul 2018, confermando l’apprezzamento del pubblico per un format di asta eclettico, divertente, alla portata di tutti. La proposta per il 2020 sarà ricca e diversificata. Sulla scia degli ultimi anni, i migliori risultati in termini numerici e di record price sono attesi dai dipartimenti di punta: Arte Moderna e Contemporanea e Gioielli, ma grandi aspettative sono rivolte anche a settori di nicchia che hanno registrato ottime performance nelle passate stagioni: Libri e Manoscritti, Filatelia e Disegni di Antichi Maestri. Sulla base dei successi raggiunti nel 2019, ci aspettiamo una maggior partecipazione del pubblico internazionale e un appoggio delle istituzioni nazionali nello snellimento delle trafile burocratiche, grosso ostacolo a tale spinta fondamentale per il mercato italiano e vitale per settori quali l’Arte Antica, i Tappeti e i Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo.

Come valuta il mercato italiano?
È un un terreno assai fertile per la raccolta di beni e con un grande potenziale soprattutto per la quantità e qualità delle fonti di provenienza da cui attinge; il suo ruolo a livello mondiale è in crescita, ma non ha l’opportunità di concorrere alla pari con gli altri Paesi a causa delle restrizioni all’esportazione dei beni previste dal sistema legislativo italiano.

Chi sono i collezionisti di oggi, che cosa comprano e perchè?
Le tipologie di collezionisti variano a seconda del dipartimento cui ci si riferisce: in generale accanto agli operatori di settore cresce il numero di appassionati che acquistano per piacere personale. La fascia media di età degli acquirenti è compresa tra i 50 e 60 anni, e si abbassa per alcuni dipartimenti come l’Arte Moderna e Contemporanea, il Design, la Fotografia. Con un po’ di ritardo rispetto al panorama internazionale, in Italia il ricambio generazionale si inizia a intravedere anche per settori quali Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo e Arredi e Dipinti Antichi. Per l’Arte Orientale la maggior parte di acquirenti è di provenienza asiatica, ma gli oggetti di arredamento e decorazione sono molto apprezzati anche dal pubblico europeo. Le aste stanno diventando dei punti di riferimento sempre più affidabili per collezionisti e investitori. La trasparenza dei risultati, le certificazioni rilasciate unitamente ai lotti, la possibilità di visionare i beni e richiedere condition report e, non da ultimo la visibilità su scala mondiale (grazie all’online) delle stime e dei risultati, rendono le aste occasioni uniche per acquistare in sicurezza i beni.

Quali sono i vostri top lot dell’anno?
Le 7 ceramiche di Lucio Fontana vendute complessivamente a 2,2 milioni di euro, seguite da Hans Hartung con «T1955-16» del 1955 (350.000 euro), Victor Vasarely con «GIZEH-K» (300.000 euro) e i record price mondiali per Enrico Baj con «Grande spettacolo» 1956 (162.500 euro) e Kenjiro Azuma con «Mu» 1966 (72.500 euro euro). E poi anche Augustìn Càrdenas con «Colonne Printemps» del 1971 (312.500 euro); Yves Klein con «Untitled Blue Monochrome, (IKB 322)» del 1959 (262.500 euro), solo per citane alcuni. Tra gli italiani, invece, Paolo Scheggi con «Per una situazione» del 1962 (150.000 euro); Fausto Melotti con «Undici» del 1971 (137.500 euro) e Alighiero Boetti con «Piegarespiegar» del 1980 (125.000 euro). Torna l’interesse del pubblico per le gemme colorate: top lot un rubino di 2.90 ct. circa, montato su un anello con due diamanti a mezza luna, firmato BULGARI (375.000) e l’anello in platino con rubino Birmano di forma a cuscino di 4,69 ct., rifinito con diamanti (200.000 euro). Per quanto riguarda i Dipinti Antichi, Giuseppe Vermiglio con «Il Sacrificio di Isacco» (106.250 euro), Lippo d’Andrea, già Pseudo-Ambrogio di Baldese con «Madonna con Bambino e Santi» (75.000 euro), Cornelis Saftleven con «Scena satirica sulle autorità della Chiesa cattolica» (72.500 euro). Da segnalare anche la coppia di magot portaorologio in maiolica della manifattura Felice Clerici (52.500 euro) e le due sculture in pietra di Vicenza del secolo XVIII (50.000 euro). L’interesse per la carta stampata trova conferma nei risultati di Libri e Manoscritti, che chiude con un fatturato totale di € 907.506 e il record price mondiale per la Bibbia illustrata da Salvador Dalì (87.500 euro). Per il Dipartimento di Arte Orientale si segnalano una Coppia di importanti vasi cinesi della dinastia Qing, periodo Kangxi (100.000 euro) e una grande vasca cinese per pesci («gang») del XVIII secolo in porcellana a invetriatura clair-de-lune (75.000 euro). Negli altri dipartimenti spicca il divano di Ettore Sottsass appartenente al gruppo di pezzi unici «Quattro divani stile Biedermeier», Milano 1982 (62.500 euro).

In quale settore concentrate le vostre energie e su che cosa suggerite di investire?
L’andamento del mercato porta a concentrare le energie sull’Arte Moderna e Contemporanea e sui Gioielli, ma anche in settori così di tendenza bisogna sapere cosa comprare. Un investimento è sempre vincente quando si punta sulla qualità, in qualsiasi settore e ambito.

Anticipazioni per il 2020?
S’inizia a gennaio con l’Asta di Libri e Manoscritti, un viaggio nella storia della stampa dagli atlanti del XVI secolo alle vedute romane di Piranesi, dai pregiati volumi di Bodoni alla Bibbia illustrata di Salvador Dalì. Ad aprile è la volta dell’Antiquariato in tutte le sue sfaccettature, forte degli ultimi risultati dello scorso anno: Mobili, Sculture e Oggetti d’Arte, Dipinti e Disegni Antichi, Porcellane e Maioliche, Argenti, Tappeti e Tessuti, Historica e Strumenti Musicali. Si affianca l’Arte Orientale. Le sessioni di maggio prevedono la Filatelia, seguita dal prestigioso appuntamento con i Gioielli importanti, gli Orologi e Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo. L’Arte Moderna e Contemporanea inaugura le aste di giugno con opere selezionate e ricercate che definiscono le tendenze del mercato. A seguire Fotografia e Arti Decorative del ’900 e Design. A luglio una novità: una sessione di Gioielli «minori». Non mancheranno gli appuntamenti in viapitteridieci, a febbraio e maggio, che attirano sempre più visitatori.

Riuscite ad attrarre compratori e venditori stranieri?
L’estero è una parte fondamentale per il nostro business, con potenzialità enormi, a oggi limitate dal nostro sistema legislativo, come più volte evidenziato. Grazie all’online e alla possibilità di pubblicare i cataloghi su piattaforme internazionali l’apertura è stata esponenziale, nell’ultima asta di Arte Moderna e Contemporanea i bidders esteri hanno raggiunto il 70%. A questo si affiancano campagne di marketing mirate. I compratori esteri costituiscono, inoltre, una preziosa risorsa per ridare slancio a settori quali l’Arte Antica, i Tappeti e i Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo.

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020






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