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Le case d'asta in Italia nel 2019 | FARSETTIARTE

Uno staff preparato per collezionisti esigenti

Sonia Farsetti legale rappresentante della Casa d’Aste e presidente dell’A.N.C.A.

Prato. Farsettiarte nasce a Prato nel 1955, fondata da Frediano e Franco Farsetti, seguita nel 1962 dalla Casa d’Aste. Le due realtà hanno avuto nel corso degli anni percorsi paralleli, pur mantenendosi autonome l’una dall’altra. Alla sede di Prato si sono aggiunte nel tempo quella di Cortina d’Ampezzo nel 1964, della Versilia nel 1969, di Milano nel 1982 e nel 1991 è stata inaugurata la nuova sede di Prato a fianco del Museo per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, oggi centro operativo e di coordinamento della Farsettiarte. Sonia Farsetti, titolare con la famiglia della casa d’aste, è dal 2002 anche presidente dell’Anca, Associazione Nazionale delle Case d’Aste italiane. A lei la parola.

Come è andato il 2019, qual è la vostra previsione per il 2020?
È stato un anno dall’andamento complesso e con fasi alterne, ma i buoni risultati, in crescita del 10% rispetto al 2018, lo hanno reso pienamente soddisfacente. Sicuramente l’incremento della concorrenza, sia delle case d’aste nazionali che di quelle straniere, richiede un impegno sempre maggiore. Fortunatamente Farsettiarte si avvale di uno staff altamente preparato e professionalmente all’altezza delle maggiori esigenze di collezionisti e operatori sempre più attenti e scrupolosi. Per questi motivi ci aspettiamo per il 2020 un ulteriore incremento, pari almeno a quello ottenuto quest’anno.

Come valuta il mercato italiano?
Il mercato dell’arte in Italia è in una fase di lenta, ma costante ripresa. Rimangono tuttavia molte problematiche e nodi fondamentali da sciogliere. La situazione economica italiana è ancora debole e dal futuro incerto, soprattutto per i ceti medi, che rappresentavano una percentuale rilevante dei collezionisti d’arte. L’instabilità politica e la mancanza di chiarezza su alcune norme, ad esempio le leggi sull’esportazione di opere d’arte e quelle sul trattamento fiscale delle vendite di opere d’arte, non permettono programmazioni a lungo termine.

Chi sono i collezionisti di oggi e quali opere prediligono?
Il panorama dei collezionisti è assai vario e mutevole, tanto che non è facile individuare delle tipologie o specifici settori. L’interesse dei collezionisti italiani e stranieri è strettamente legato alle opere che la casa d’aste propone di volta in volta. Ormai siamo di fronte ad un mercato dell’arte globale. Ciò che continua a fare la differenza è la qualità delle opere proposte.

Quali sono stati i top lot dell’anno?
Nell’Asta di Arte Moderna e contemporanea del 29 e 30 novembre: Carlo Carrà, «Vigilia di Pasqua», 1929-37, venduto a 162.400 euro; Lucio Fontana, «Concetto spaziale. Attese», 1959, venduto a 430mila euro; Marino Marini, «Miracolo», 1957, venduto a 296.900 euro. In quella del 31 maggio e 1 giugno: Giorgio Morandi, «Natura Morta», 442mila euro; Giorgio de Chirico, «Piazza d’Italia», 211.600 euro.

In quale settore concentrate le vostre energie e su quali categorie e autori suggerite di investire?
Farsettiarte, così come ha fatto nel passato, continuerà a concentrarsi sui principali dipartimenti dell’Arte antica, del XIX secolo, Moderna e Contemporanea. A margine dell’attività principale sarà inoltre offerta ai collezionisti, attraverso le aste on line a tempo, l’opportunità di acquistare opere, oggetti e curiosità a prezzi contenuti. È sempre valido il consiglio, che non mi stancherò mai di ripetere, che prima di investitori bisogna saper essere collezionisti.

Riuscite ad attrarre compratori e venditori stranieri?
La presenza dei compratori stranieri è in costante crescita. Purtroppo siamo ancora in attesa che venga resa operativa in tutte le sue parti la legge approvata nel 2017 sull’esportazione delle opere d’arte.

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020



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