Laib impollina l’arte

Olga Scotto di Vettimo |  | Napoli

Alfonso Artiaco ospita fino al 10 dicembre una personale di Wolfgang Laib (Metzingen, 1950). L’artista tedesco presenta dodici lavori inediti, realizzati utilizzando i consueti materiali organici con cui lavora: cera d’api, riso, polline, marmo e coni di ottone. Questo percorso è segnato da diverse stanze e cadenzato da rituali, ripresi dalla cultura orientale. Nella prima cinque barchette in ottone, poggiate su piccoli cumuli di riso, simbolo di nutrimento spirituale, alludono al viaggio attraverso la meditazione, riferimento poi ripreso in una delle ultime stanze in cui sono posizionate quattro piccole ziggurat di cera.

Sulle pareti del secondo ambiente è tracciato un disegno molto delicato mentre sul pavimento le due case di riso in marmo sono il simbolo della protezione. Nella successiva, invece, il lavoro più noto di Laib: il polline, raccolto nei dintorni della sua abitazione in Germania e
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