La vocazione etnologica dei Musei Vaticani

Francesca Romana Morelli |

Nato nel 1691, il Museo Etnologico costituisce la metà dei Musei Vaticani, conservando circa 100mila oggetti frutto di doni ai pontefici da parte di personalità politiche, religiose, intellettuali di tutto il mondo. Lo scorso 24 maggio è stato presentato il museo rinnovato dopo nove anni di chiusura, insieme al catalogo delle raccolte americane. È soprattutto dalla politica di apertura attuata da papa Bergoglio, che il museo è una sorta di «anima mundi», sismografo dei profondi cambiamenti nei popoli e nelle tradizioni del pianeta. Il catalogo è il primo di una collana volta ad affrontare le raccolte etnologiche con un approccio più complesso, come spiega padre Nicola Mapelli, responsabile dell’Etnologico, e con Katherine Aigner, autore del volume: «È importante che un visitatore possa vedere i capolavori di Michelangelo e di Raffaello con, per esempio, la statua dell’isola di Pasqua. Prestiamo spesso a
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