La torre è da ricostruire, la burocrazia la blocca

Stefano Miliani |  | Santo Stefano di Sessanio (Aq)

Nel piccolo borgo con una vista magnifica sul «cratere» aquilano fino al 6 aprile 2009 svettava una torre medicea alta 20 metri (la località fu infatti un avamposto dei Medici). Il terremoto dell’Abruzzo ha lasciato in piedi solo la base. Gli abitanti, lungimiranti, hanno recuperato e conservato le pietre della torre. Da questa azione l’Università de L’Aquila ha redatto un progetto per ricostruire il monumento con i materiali originari firmato da architetti e ingegneri (Alessandra Tosone, Stefano Balassone, Lorenzo Cantalini, Dante Galeota e Stefano Avola).

Il progetto esecutivo è pronto, ha avuto il via libera dalla Soprintendenza unica del cratere mesi fa, eppure l’inizio dei lavori, previsto per settembre, è rinviato a non si sa quando. Perché? «Non dipende da noi, ma dal nuovo Codice degli Appalti», risponde in pieno agosto il sindaco Fabio Santavicca. Si riferisce alla nuova legge sui lavori
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