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La strepitosa collezione Torlonia | Pace fatta con lo Stato

La mostra di aprile 2020 è la dimostrazione dei vantaggi di uno spirito di collaborazione tra Stato e cittadino per quel che riguarda la proprietà privata di opere d'arte

Un rilievo con scena di porto, facente parte della Collezione Torlonia. © Fondazione Torlonia / Foto: Lorenzo de Masi

Tutto è bene quel che finisce bene. La mostra delle sculture della collezione Torlonia, che sarà inaugurata dal presidente della Repubblica il 3 aprile 2020, non rappresenta solo la rinascita di una delle più belle e importanti collezioni di arte classica al mondo, ma anche la dimostrazione dei vantaggi di uno spirito di collaborazione anziché di inimicizia tra Stato e cittadino per quello che riguarda la proprietà privata di opere d’arte.

La collezione di 620 sculture antiche formata dai principi Torlonia nell’Ottocento fu una delle mete di ogni visitatore a Roma da quando, nel 1875, allestirono il loro Museo in 77 sale del Palazzo Torlonia su via della Lungara. Nel 1910 la collezione venne vincolata. Dopo il 1945, il museo continuò ad essere saltuariamente aperto fino agli anni Sessanta, seppure con difficile accesso. L’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli raccontava che si era travestito da spazzino per fare amicizia con il portinaio che poi lo lasciava entrare.

Una lite feroce tra la famiglia ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Anna Somers Cocks, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019

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