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La strategia internazionale di Sotheby’s Milano

Le case d'asta in Italia

Filippo Lotti durante un'asta di Sotheby's. © Sotheby's

Intervista a Filippo Lotti, amministratore delegato di Sotheby's Italia.

Nella storia della vostra casa d’aste e dall’inizio della vostra attività, quali sono stati i vostri top lot storici?

Negli anni più recenti, abbiamo avuto l’onore e la soddisfazione di aggiudicare opere importanti a valori di livello mondiale. Ci limitiamo a ricordare un ciclo pittorico di Giambattista Tiepolo venduto per circa 6 milioni di euro, un capolavoro di Domenico Gnoli «Le Sofa» a 2,5 milioni e un «Concetto spaziale» di Lucio Fontana a 2,4 milioni. Ultima aggiudicazione di rilievo, ma solo in ordine di tempo, nel novembre 2018 una «Natura morta» di Giorgio Morandi ha realizzato 2,2 milioni di euro.

Quali sono le categorie di compratori oggi - età, sesso, professione…?
Quello che distingue i compratori di oggi è piuttosto la nazionalità, la partecipazione è sempre più internazionale, con una presenza crescente di acquirenti asiatici.

Perché comprano arte?
Si acquista arte di grande qualità, non necessariamente per valori importanti, ma sempre con grande attenzione alla provenienza e allo stato di conservazione delle opere.

Su quali categorie di opere, autori, epoche suggerite di investire?
Più che di investimento, si tratta di apprezzare artisti e movimenti artistici con un linguaggio che possa corrispondere ai gusti di un pubblico globale.

Qual è la vostra previsione per il mercato del 2019?
Crediamo si possa prevedere un mercato solido, sia a livello italiano sia internazionale.

Potete già fare qualche anticipazione delle vostre proposte del prossimo anno?
Stiamo lavorando ai cataloghi della primavera, persistiamo nella nostra strategia di proporre due vendite all’anno dedicate all’Arte Moderna e Contemporanea proponendo anche a Milano non solo artisti italiani ma anche internazionali, così come i nostri artisti saranno presenti nelle principali vendite di Londra, New York e Hong Kong. Siamo anche impegnati nella preparazione delle aste online che continuano a riscuotere grande apprezzamento da parte dei collezionisti di tutto il mondo.

Com’è composto oggi il vostro staff?
La nostra sede operativa in Italia resta Milano, con un ufficio di rappresentanza a Roma e un nuovo ufficio a Torino. Il team di Arte Moderna e Contemporanea è dedicato alla costruzione delle vendite italiane e contribuisce alla selezione di opere da presentare nelle vendite internazionali. Abbiamo anche esperti di Scultura e Arte Decorative, di Pittura Antica e di Gioielli che collaborano attivamente alle aste delle principali sedi continentali e cioè Londra, Parigi e Ginevra.

Quali strategie suggerite per rilanciare i settori in sofferenza quali mobili antichi, argenti, tappeti orientali ecc.?
In occasione dei cinquant’anni di attività di Sotheby’s in Italia, abbiamo presentato nel mese di dicembre una mostra corredata da un catalogo a cui hanno contribuito illustri studiosi delle varie epoche, dall’Antichità Classica fino al ’900, passando per il Rinascimento e il Barocco. Visto il grande successo ricevuto da questa iniziativa, non escludiamo di poter ripetere questo modello, che è concepito per richiamare l’attenzione del nostro pubblico verso epoche di produzione artistica forse un po’ meno alla moda, ma non per questo meno valide per qualità e interesse collezionistico.

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


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