La storia alternativa dell’arte, quella rubata

Fabio Isman racconta di delitti, vicende politiche, storie di recuperi tanto straordinari da sembrare romanzati, senza trascurare aspetti normativi e statistiche inquietanti

Adolf Hitler con il «Discobolo»
Carlotta Venegoni |

Da sempre si rubano le opere d’arte perché possederle è segno di potere, prestigio, forza. Di fronte ai tesori artistici non si sono mai fermati boss della criminalità, terroristi, conquistatori, ma anche collezionisti ossessionati, invasati dalla cupidigia di possesso. È quanto narra Fabio Isman nel volume dedicato all’arte rubata e alle rocambolesche avventure che hanno accompagnato nel tempo gli oggetti sottratti, spesso finiti sul mercato nero. L’autore racconta di delitti, vicende politiche, storie di recuperi tanto straordinari da sembrare romanzati, senza trascurare aspetti normativi e statistiche inquietanti.

In Italia, nel 2019, sono stati denunciati 345 furti di beni culturali: quasi uno al giorno. Per le antichità e l’archeologia la cifra sale a cinque reperti all’ora. Una vera e propria incessante emorragia di cultura, in cui scompaiono quadri, sculture, manoscritti, libri antichi, monete, icone, arredi, reliquie e tutto ciò che ha a che fare con la storia e la bellezza. Fortunatamente, i «carabinieri dell’arte» riportano a casa oltre metà del patrimonio sottratto, che tuttavia spesso non è più lo stesso, rovinato e sradicato dal contesto originario.

La dedizione e la preparazione dell’autore su questo tema fanno rivivere nel racconto incredibili casi di furti in cui i protagonisti sono personaggi che si fa fatica a credere siano realmente esistiti. Storie di mafiosi e di riscatti, di tombaroli, supportati da un mercato mondiale di cui l’Italia è tra i maggiori fornitori, puniti solo con qualche mese di carcere. L’autore dedica spazio anche ai brutali sequestri che conflitti e guerre civili hanno agevolato o addirittura legittimato. Napoleone Bonaparte e Adolf Hitler sono sul podio dei saccheggi dell’epoca moderna.

Isman riporta inoltre la storia dei furti e del ritrovamento di opere di illustri autori, quali Piero della Francesca, Guercino, Klimt, Munch, Vermeer, Rembrandt, Gauguin, Van Gogh. La geografia del furto si allarga a ogni Paese e in ogni tempo. E poi ci sono i «feticci», opere divenute idoli proprio grazie al loro furto: è il caso della Gioconda o del Caravaggio di Palermo, quest’ultimo ancora introvabile. Altri oggetti straordinari, per importanza e valore, mancano all’appello e forse mancheranno per sempre.

Quando l’arte va a ruba. Furti e saccheggi, nel mondo e nei secoli,
di Fabio Isman, 224 pp.,
ill. col. e b/n, Giunti, Firenze 2021, € 29

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