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La stima Alinari crolla a 12 milioni

Trattativa con la Regione Toscana per 5 milioni di immagini già valutate 138 milioni

L'archivio dei negativi dello Stabilimento Fotografico Alinari di via Nazionale a Firenze, 1910 ca. © Archivi Alinari, Firenze

Firenze. Con una stima di 12 milioni di euro il Mibac ha dato il semaforo verde alla Regione Toscana affinché possa acquisire l’intero patrimonio di foto e archivistico proposto in vendita dalla Fratelli Alinari Idea Spa. Il Ministero ha accolto il parere della Soprintendenza Archivistica della Toscana per cui la trattativa, complessa, ha potuto decollare. Tanto speciale è il caso che, al momento in cui scriviamo, non è escluso che la Regione ricorra a una legge ad hoc per superare gli ostacoli tecnici.

Il commendator Claudio De Polo, presidente della società che nel 1984 ha acquistato e arricchito lo sterminato tesoro di immagini datate dal 1852 in poi, conferma a «Il Giornale dell’Arte» che la trattativa è in corso. De Polo manifesta stupore per la distanza rispetto ai 138 milioni stimati da Italo Zannier nel 2008 su cinque milioni di immagini, oltre 220mila lastre, apparecchi fotografici e 26mila volumi della biblioteca pur se, riconosce, la notifica in blocco del 2018 incide molto sul prezzo. Ha definito «congrua» la valutazione ministeriale la vicepresidente regionale e assessore alla Cultura Monica Barni, regista dell’operazione con il presidente Enrico Rossi, consapevole peraltro che l’ente pubblico dovrà affrontare costi di gestione quando la Alinari ritiene di non poterli più sostenere.

Un capitolo complicato della trattativa investe i diritti economici sulle 250mila immagini digitalizzate, un lavoro avviato nel 2000 con investimenti e addetti specializzati. A proposito del personale, 11 su 22 hanno avuto la lettera di licenziamento. Beppe Luongo della Slc-Cgil Firenze Prato Pistoia, insieme alla Cisl, incalza la Regione e chiede impegni concreti per le maestranze al Comune che, con il sindaco Dario Nardella, ha promesso di contribuire al salvataggio del patrimonio Alinari.

Per la sistemazione provvisoria delle immagini, entro il 15 luglio la società avrà completato il trasloco nei depositi protetti di Art Defender a Calenzano mentre mantiene alcuni uffici nella sede storica di largo Alinari. Come meta finale primeggia l’ipotesi di Villa Fabbricotti, edificio con parco di proprietà della Regione, mentre pare più debole l’opzione della Galleria Rinaldo Carnielo, tra i musei civici. Se nella Villa Fabbricotti ristrutturata potrebbe nascere uno spazio espositivo con biblioteca, De Polo stima che quattro quinti delle fotografie dovranno trovare un’altra sede. Il Comune (che vanta crediti verso Alinari), forse potrà scovare un luogo adattabile.

Stefano Miliani, da Il Giornale dell'Arte numero 399, luglio 2019


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