La sorpresa nell’uovo

Michele Casamonti (tornabuoniArt) presenta uno scoop su «La Fine di Dio» di Fontana

Franco Fanelli |  | Basilea

L’arte moderna e contemporanea italiana continua a riservare sorprese, anche quando si tratta dei suoi massimi interpreti. A volte si arriva al paradosso: le opere della serie «La Fine di Dio», composta da 38 tele eseguite nel 1963 e nel 1964, una delle quali, a un’asta di Christie’s a New York nel 2015, è stata battuta all’equivalente di 27,2 milioni di euro (record per l’artista), sono tra le meno studiate e documentate. Un esempio di come cultura e mercato possano intrecciare rapporti virtuosi viene dalla galleria tornabuoniArt, con sedi a Firenze, Milano, Londra, Parigi, Forte dei Marmi e Crans Montana in Svizzera, che sfodera per Art Basel un vero e proprio scoop storico artistico, frutto di due anni di indagini.

Lo rivela, in anteprima, Michele Casamonti, che con il padre Roberto e la sorella Ursula dirige la storica galleria. «Non solo le opere della serie “La Fine di Dio” erano
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