La Sicilia a Londra (ma la reciprocità è ancora lontana)

Al British Museum apre il 21 aprile una mostra che ripercorre quattromila anni di storia sull'isola

Anello sigillo in oro da Sant'Angelo Muxaro, Siracusa, Museo Archeologico Carlo Orsi
Silvia Mazza |

Londra. Al British Museum di Londra vanno di scena, per la prima volta nel Regno Unito, quattromila anni di storia della Sicilia, dai Fenici ai Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni, con in primo piano le colonie greche (a partire dal VII secolo) e la dominazione normanna (dall’XI secolo d.C.), «uno dei periodi che pensiamo, ha detto il cocuratore Dirk Booms a “The Guardian”, siano ancora poco conosciuti al pubblico. Pochi sanno che i Normanni sono andati in Sicilia nel 1061, prima di conquistare l’Inghilterra».

Una mostra, dunque, quasi «necessaria», se si aggiunge che al di là della Manica l’isola al centro del Mediterraneo è ancora quella per la quale lo stesso tabloid britannico scrive che l’evento serva «to prove there is a lot more to Sicily than lemons and the mafia». E per dimostrarlo «Sicily: Culture and Conquest», in collaborazione con la Regione Siciliana e sponsorizzata
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata Antefissa a maschera gorgonica da Gela, 500 a.C. ca, Museo Archeologico Regionale di Agrigento © Regione Siciliana Statua in marmo di guerriero da Akragas, 470 a. C., Agrigento, Museo Archeologico Regionale © Regione Siciliana Triade Divina da Bosco Littorio, Gela, Museo Archeologico
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