La Senna è una figura mitologica

Il viaggio culturale dall’altopiano di Langres al canale della Manica

La Senna a Parigi
Sergio Pace |

La topografia, nel senso della scrittura che restituisce in forma narrativa luoghi reali o immaginari, costituisce quasi un genere letterario a sé stante, da Pausania a Dante, da Maurice Halbwachs a Umberto Eco. Autori di ogni tempo e Paese hanno creato mondi così affascinanti da sembrare veri, laddove altri hanno regalato una sorta di seconda vita, alternativa a quella reale, a città, campagne, coste o montagne. In particolare, in letteratura o nelle arti figurative è spesso accaduto che i fiumi abbiano assunto i caratteri di personaggi, insieme umani e divini, destinati a rappresentare il continuo trascorrere di un tempo inarrestabile.

La Senna è una di queste figure mitologiche: la ricostruisce con dovizia di dettagli la scrittrice e giornalista americana Elaine Sciolino, in uno scorrevole (è il caso di dire) volume dell’anno passato, da poco pubblicato in traduzione italiana. Favorito da un buon numero di esperti locali, quasi numi tutelari delle località attraversate, il viaggio dalle sorgenti alla foce è restituito in quattro parti, piuttosto squilibrate tra loro per numero di pagine. Era prevedibile, del resto: la Senna è un corso d’acqua dall’andamento tortuoso, tra l’altopiano di Langres e il canale della Manica, ma è soprattutto la «spina dorsale di Parigi»: le storie, le geografie, le immagini della capitale sono legate al proprio fiume in maniera indissolubile.

L’autrice ne è culturalmente consapevole e, quindi, espande la terza parte (dove la Senna attraversa la città) pur riuscendo a restituire, grazie a una scrittura efficace, un itinerario parabolico, con colpo di coda finale. Nell’inanellare personaggi e luoghi, eventi storici e riferimenti letterari, il racconto parte lento, subisce un’accelerazione spettacolare nell’arco di pochi chilometri (quando attraversa il mito della capitale) poi di nuovo rallenta verso Rouen e Le Havre, e infine torna indietro a Parigi, per chiudere il viaggio osservando l’incendio di Notre-Dame dalle rive del fiume.

Attraverso la ricostruzione attenta di paesaggi reali o immaginari, Elaine Sciolino riesce bene a rivelare l’ambigua natura della Senna, luogo fisico e mentale che, meglio di qualunque altro dispositivo topografico, permette di riconoscere l’eccezione parigina sul resto del territorio francese.

La Senna. Storia e mito, di Elaine Sciolino, traduzione di Francesco Zago, 392 pp., Guanda, Milano 2020, € 20

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