La Russia è nata dalla costola dell’Ucraina

L’opinione della curatrice di Leopoli Daryna Skrynnyk-Myska in merito a sanzioni culturali, forza politica della cultura e aiuti internazionali. Quali i siti culturali danneggiati e quali a rischio

Artisti in azione all’Accademia nazionale dell’arte a Lviv. Foto Daryna Skrynnyk-Myska Daryna Skrynnyk-Myska,a sinistra, a Dnieper con l'artista e ora volontaria Sofia Kozlova Artisti in azione all’Accademia nazionale dell’arte a Lviv. Foto Daryna Skrynnyk-Myska
Stefano Miliani |

Daryna Skrynnyk-Myska è una curatrice, critica d’arte e capo del Dipartimento di pratiche di arte contemporanea presso l’Accademia Nazionale d’arte di Lviv. Ucraina di 41 anni, vive a Leopoli, Lviv in ucraino, nella zona occidentale del Paese invaso dalla Russia. L’intervista è stata realizzata nella serata di martedì primo marzo scambiando messaggi scritti. Durante la giornata alcuni artisti dell’Accademia e Skrynnyk-Myska hanno tessuto reti mimetiche.

Dove si trova e quale è la situazione lì?
Sono a Lviv, nell’Ucraina occidentale. Ora è tranquillo, ancora non ci hanno bombardato ma le sirene suonano periodicamente e ci nascondiamo nei rifugi antiaerei. Si sa anche che ci sono sabotatori.

Potete trovare cibo? Medicine?
Sì, è ancora tutto disponibile.

Secondo lei, artisti dall’Italia, dall’Europa o dall’Occidente che cosa dovrebbero o potrebbero fare per aiutare gli ucraini?
Figure culturali e artisti hanno avviato una petizione per imporre sanzioni culturali alla Russia. Ci sono diversi punti. Incluso il bandire rappresentanti della Federazione Russa dalle competizioni internazionali. Per esempio, togliere alla Russia il diritto di participare alla Biennale di Venezia. La Russia usa la cultura come un mezzo di propaganda. Non ha posto nella comunità culturale del mondo.

Alla Biennale di Venezia non ci sarà il Padiglione russo perché artisti e curatori hanno detto che non lo faranno come gesto contro questa guerra. In che modo può essere combattuta la propaganda culturale?
Credo che il modo migliore sia il suo isolamento completo dal mondo civilizzato. La cultura non è mai estranea alla politica. La Russia si è creata una falsa immagine di Paese culturale appropriandosi, come un impero, dei successi intellettuali e culturali dei popoli colonizzati. Ucraini, Malevic, Gogol, Alexander Potebnya (1895-91, linguista, filosofo e panslavista, Ndr), Dmitry Stepanovich Bortnyansky (1751-1825, compositore) ... Ci sono centinaia di nomi.

Quanto rischia il patrimonio culturale. Sa di luoghi o di opere d’arte danneggiate o distrutte? O che rischiano la distruzione?
Il museo dell’artista ucraina Maria Prymachenko è bruciato. In tv ho visto le riprese terribili di Chernihiv (nella zona settentrionale del Paese, Ndr) che brucia. Ci sono templi dall’XI al XIII secolo con affreschi. Stanno bombardando Kharkiv dove c’è Derzhprom, un complesso costruttivista unico. Temo molto per i templi di Kyiv. Tanto è già stato distrutto definitivamente e irrevocabilmente. Nella zona orientale c’è molta architettura barocca cosacca che è unica. Il volto architettonico delle città è stato danneggiato gravemente.

Putin ha dichiarato che l’Ucraina non è un vero Stato ma che storicamente è parte della Russia. Che cosa prova a questo proposito?
Sono arrabbiata. Hanno davvero bisogno di Kyiv (è la dizione ucraina, Kiev quella russa) e dell’Ucraina perché Kyiv divenne il centro della civilizzazione dalla quale secoli dopo è scaturita la Russia. È un complesso di inferiorità imperiale.

Ritiene che, se le Nazioni spedissero molte migliaia dei loro soldati in Ucraina, l’invasione potrebbe essere fermata? In alternativa che cosa chiederebbe al mondo?
Abbiamo decisamente bisogno del sostegno militare della comunità mondiale. Non sono un’esperta militare e voglio ripetere solo quanto so dai nostri esperti. Qualunque assistenza militare è importante per noi. Ma la cosa più importante è chiudere lo spazio aereo. Al suolo possiamo farcela.

Crisi russo-ucraina 2022

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