La pubblicità paga interamente il restauro dell’Opéra Garnier

Il celebre teatro edificato sotto Napoleone III è oggetto di un piano complessivo di consolidamento strutturale e recupero degli apparati decorativi. Costo: 7,2 milioni di euro

Particolare della facciata ovest dell’Opéra Garnier a Parigi
Luana De Micco |  | Parigi

La facciata dell’Opéra Garnier è in restauro fino a fine 2024. L’intervento è considerato «necessario per garantire la durabilità del monumento e l’incolumità delle persone per i prossimi decenni», ha spiegato l’Opéra National de Paris. Non è un cantiere che passa inosservato: la sola gigantesca impalcatura davanti all’ingresso principale (lungo 57,5 m e alto 29,7 m) ha richiesto sei mesi di lavoro per l’installazione. I lavori veri e propri, per la direzione dell’Oppic, Opérateur du patrimoine et des projets immobiliers de la Culture, hanno preso il via ad aprile. Da allora la facciata è nascosta dietro un telone che ne riproduce in parte l’architettura neobarocca e presenta una grande pubblicità al centro, ben visibile da lontano risalendo l’avenue de l’Opéra dal Palais Royal.

Il costo dell’operazione di 7,2 milioni di euro è infatti finanziato integralmente dalle pubblicità. Uno dei fattori di degrado della facciata è l’inquinamento, in quanto il palazzo prospetta sulla Place de l’Opéra, molto spesso intasata da ingorghi di automobili. A causare gli «importanti disordini strutturali» hanno inoltre contribuito le intemperie e gli sbalzi termici. Il programma dei lavori, affidati a Pascal Prunet, architetto del Centre des Monuments Nationaux responsabile del Palais Garnier dal 2010, comprende la pulizia della pietra della facciata, la bonifica dal piombo, la sostituzione delle grondaie, il recupero di tutte le dorature, anche delle grate e dei capitelli, il restauro delle sculture, con la sostituzione degli elementi scolpiti troppo danneggiati per essere conservati, e il consolidamento della pietra, dei marmi, dei mosaici e degli elementi metallici.

Il Palais Garnier, sede del Teatro dell’opera, fu inaugurato nel 1875. La costruzione era stata decisa da Napoleone III nell’ambito dell’ambizioso piano di modernizzazione della città a immagine di Londra che l’imperatore aveva affidato al barone Georges Eugène Haussmann, allora prefetto. Il bando di concorso fu vinto nel 1861 dall’architetto Charles Garnier (1825-98), Prix de Rome nel 1848, che aveva presentato un progetto grandioso ed eclettico. La prima pietra fu posata nel 1862.

Il Palais Garnier, monumento storico dal 1923, è considerato uno degli emblemi dello stile Secondo Impero. I primi interventi di restauro risalgono agli anni Trenta quando si dovettero affrontare gravi problemi di stabilità che avevano provocato fessure profonde nei muri. Nel 1934-36 fu iniettato del cemento nelle fondamenta e vennero installati dei tiranti per sostenere i pilastri. Alla fine degli anni Sessanta la stabilità del monumento fu ulteriormente compromessa dalla costruzione della Gare d’Auber, una vasta stazione sotterranea di treni regionali Rer, inaugurata nel 1971. Malgrado i diversi interventi portati avanti da allora, tutti parziali, mai generali, lo stato di conservazione del palazzo all’inizio degli anni 2000 era considerato ancora insoddisfacente.

Da più di dieci anni, quindi, il Palais Garnier è al centro di una campagna di ristrutturazione completa. Il restauro in corso sulla facciata principale, che resterà coperta ancora per un anno e mezzo (anche durante le Olimpiadi dell’estate 2024), rappresenta uno dei momenti più eclatanti di un lunghissimo cantiere. I lavori hanno già interessato la facciata nord del palazzo, sul retro, che dà sul boulevard Haussmann e le Galeries Lafayette, e la facciata laterale ovest, sulla rue Scribe. È stata restaurata in particolare la maestosa rampa dell’imperatore, i cui elementi decorativi erano in avanzato stato di degrado e presentava seri problemi strutturali. È stata recuperata la cosiddetta cintura di luce, composta da sessanta elementi, tra lampioni, candelabri, cariatidi e colonne. Più di recente, è stata ripristinata l’impermeabilità delle coperture, che presentavano problemi di infiltrazione d’acqua. I lavori hanno riguardato anche l’interno dell’Opéra, con la restituzione, tra l’altro, nel 2019, della loggia dell’imperatore, che Garnier realizzò per Napoleone III.

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