La prima mostra americana di Giuseppe De Nittis

Oltre 70 opere alla Phillips Collection illustrano, per la prima volta, i risultati dell’interessante collaborazione a Napoli tra il pittore pugliese e l’amico Gustave Caillebotte

«Campo di biche. Paesaggio con covoni di grano e corvi» (1875 ca), di Giuseppe De Nittis. Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis
Viviana Bucarelli |  | Washington

Giuseppe De Nittis (1846-84) fu invitato da Edgard Degas, suo mentore e amico, a esporre, unico italiano, assieme a lui, a Monet, Renoir, Pissarro e Berthe Morisot presso lo studio di Nadar, nel 1874, nella prima mostra del loro gruppo che presto fu chiamato degli Impressionisti e che rivoluzionò la storia della pittura: un evento epocale che diede origine all’arte moderna.

In quegli anni, attorno al 1870, la casa di De Nittis a Parigi era ritrovo di artisti, scrittori, poeti e intellettuali dell’epoca. Nel 1878 l’artista ricevette la medaglia d’oro all’Esposizione Universale e la Légion d’honneur. Mentre nel 1883 il suo «Place du Carrousel: le rovine delle Tuileries» fu acquistato dal Governo francese.

Ma De Nittis visse soltanto 38 anni e non raggiunse mai, a livello internazionale, la fama dei suoi amici Monet, Degas e Renoir, anche se è ampiamente conosciuto nel nostro Paese.

Ora, finalmente, la Phillips Collection di Washington, in collaborazione con la Pinacoteca Giuseppe De Nittis, il Comune di Barletta, la Regione Puglia e la Fondazione Pino Pascali, pone in una certa misura rimedio, con la mostra «An Italian Impressionist in Paris: Giuseppe De Nittis», la prima in assoluto negli Stati Uniti dedicata al grande pittore, allestita dal 12 novembre al 12 febbraio.

L’appuntamento, in esclusiva a Washington, comprende oltre 70 opere e illustra, per la prima volta, i risultati dell’interessantissima collaborazione a Napoli tra il pittore e l’amico Gustave Caillebotte, tra il 1872 e il 1875.

«De Nittis è stato un punto di riferimento per gli artisti europei della sua generazione e un innovatore che trasse ispirazione dal paesaggio urbano che lo circondava, afferma il curatore Renato Miracco. Questa mostra incrementa in modo significativo la conoscenza sul movimento impressionista, e, finalmente, rende giustizia al grande maestro».

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