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Gallerie

La prima ARCOmadrid diretta da Maribel López

210 gallerie di 30 Paesi, 11 le partecipazioni italiane

Un’immagine della scorsa edizione della fiera di Madrid

Madrid. Sono 11, due in meno che negli ultimi anni, le gallerie italiane presenti alla 39ma edizione di ARCOmadrid, la principale fiera di arte contemporanea di Spagna che si tiene dal 26 febbraio all’1 marzo. La prima edizione diretta da Maribel López, che raccoglie il testimone lasciato da Carlos Urroz dopo otto anni, non avrà il consueto Paese invitato, ma si articolerà intorno a un concetto «It’s Just a Matter of Time» (È solo una questione di tempo).

L’insolita proposta prende forma in una sezione di 11 gallerie che presentano mostre monografiche di artisti legati in qualche modo all’opera di Félix González-Torres, come Jac Leirner che espone nello stand del torinese Franco Noero. Il cambio di direzione senza traumi e la buona salute di ARCO si riflettono nell’interesse delle gallerie e nell’aumento delle richieste di partecipazione che hanno generato una lunga lista d’attesa e molti rifiuti.

Alla fine sono state accettate 210 gallerie di 30 Paesi, delle quali 171 fanno parte del programma generale, in cui si contano 9 gallerie italiane: Francesca Minini di Milano, Giorgio Persano di Torino, Massimo Minini di Brescia, Monitor di Roma, P420 di Bologna, Studio Trisorio di Napoli e SpazioA di Pistoia che partecipa per la prima volta. Presenti anche due veterane della fiera spagnola: Continua di San Gimignano con un solo show del cubano Alejandro Campins e Prometeo Gallery di Ida Pisani, che l’anno scorso grazie al fantoccio del re Filippo VI di Santiago Sierra ed Eugenio Merino è stata la protagonista di tutte le foto e di tutti i dibattiti.

La presenza italiana si completa con Gallleria Più di Bologna, che presenta opere dell’artista svizzero Yves Scherer e del collettivo rumeno Apparatus 22 nella sezione Opening, insieme a 20 gallerie che rappresentano l’avanguardia del gallerismo giovane internazionale. La tendenza promossa dal precedente direttore di approfondire l’opera di pochi artisti si è ormai consolidata e più del 35% degli stand presentano uno o due creatori, come Mandragoa di Lisbona che dedica il suo spazio a Enzo Cucchi e Adrián Balseca.

Roberta Bosco, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020



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