La prevalenza dell’architetto

Achille Bonito Oliva |

L’architettura si è mostrata «fluttuante» nell’ideazione dei musei destinati al contemporaneo. Ha sempre progettato spazi troppo forti, segnati dalla personalità interpretativa e totalizzante dell’architetto che intendeva prevedere gli sviluppi della ricerca artistica o, viceversa, ha disposto volumi troppo neutri, neutra sudditanza all’alterità dell’opera. Il pubblico si è trovato spesso a dover varcare la soglia di contenitori ingombranti o latitanti verso i suoi naturali soggetti: le opere d’arte.

Il libro tedesco Die Kunst der Ausstellung dimostra quanto la produzione nel ’900 opera sotto il segno dell’arte delle mostre. Infatti l’arte contemporanea, per la sua vocazione a cavalcare la vita quotidiana, sembra aver trovato nel momento espositivo la sua vera esistenza, un intenzionale movimento verso il pubblico. Il suo riconoscimento o misconoscimento costituisce o sembra costituire il vero e proprio punto di forza.

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