La pittura è una pozione

Federico Florian |  | Milano

Milano. «Poli’ahu’s Cure», una personale di Kerstin Brätsch da Giò Marconi sino al 29 luglio, sembra riportare in vita un antico spirito pagano.

Non soltanto per la tipologia di lavori che l’artista tedesca (1976) espone in galleria (tra cui un nuovo gruppo di «marbling», dipinti su carta che richiamano talismani variopinti o ribollenti pozioni magiche), ma anche per la partecipazione di Full-Fall, collettivo milanese di artisti-curatori (Mattia Ruffolo e Davide Stucchi) che organizza per ogni stagione dell’anno quattro «rituali-mostre» in cui è rievocata un’arcaica dimensione rurale.

Non è la prima volta che la Brätsch, artista amburghese di base a New York, collabora con Full-Fall: la pittrice, difatti, ha partecipato allo scorso «Rituale Invernale», allestito nella campagna milanese, esponendo alcuni lavori, tra cui uno dei suoi dipinti astratti su Mylar.

Il «Rituale Estivo» da Marconi include alcuni
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