La pittura è legata all’anima di Berlino

Alla Berlinische Galerie quindici opere selezionate di dieci recenti artiste/i nate/i negli anni ’60-’80 danno uno spaccato controverso e stimolante della scena artistica della capitale tedesca

«Warpainting_008» (2016-17), di Christine Streuli (particolare). © Christine Streuli, Foto/ Kai-Annett Becker
Francesca Petretto |  | Berlino

Nel suo manifesto istituzionale la Berlinische Galerie si dichiara collezione interdisciplinare non dogmatica, stimolante e controversa, e perciò tipicamente berlinese, comprendente opere d’arte, grafica, fotografia e architettura dal 1870 ad oggi, casa che accoglie tutti i generi e gli stili artistici della Capitale con uno sguardo attento alla rete internazionale della scena artistica contemporanea.

La premessa può aiutare a comprendere lo spirito della mostra «Paint it all! Pittura contemporanea berlinese» che ospita (fino al 6 febbraio) molto più che un omaggio, una dichiarazione d’amore a chi oggi a Berlino continua a praticare l’arte del dipingere, nient’affatto defunta come molti critici hanno più volte sostenuto, a partire dal secondo dopoguerra, anzi nutritasi del particolare humus (storico, politico, sociale e culturale) di questa città in continua metamorfosi, passata nel giro di pochi decenni attraverso due dittature e due guerre, distruzioni e rinascite, rivoluzioni e reazioni, sventramenti e divisioni.

Un particolare cordone ombelicale lega dunque la pittura, unica nel suo genere per un’incredibile capacità di corsi, ricorsi e rotture, auto-critiche e riformulazioni per cicli continui eppure differenti l’uno dall’altro, all’anima di Berlino: se altrove spopola(va)no la performance art e le video-installazioni interattive, nella Berlino divisa e poi riunificata si è semplicemente continuato a dipingere.

Questa mostra propone 15 opere selezionate di dieci recenti artiste/i (nate/i negli anni ’60-’80) attive/i nell’attuale scena artistica berlinese di cui offrono uno spaccato controverso e stimolante, scevro da qualsiasi possibilità di attribuzione stilistico-geografica, fortemente internazionale, figurativo e insieme astratto, finalmente liberato dal mito.

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