LA PERSONA DEL 2022 | Paul Allen

I protagonisti dell’anno scelti dalla redazione | I ruangrupa battuti dal Tycoon di Microsoft, la cui collezione è stata battuta all’asta da Christie’s a New York ottenendo la cifra record di 1,5 miliardi di dollari, totalmente devoluta in beneficenza

Paul Allen. Foto Robyn Twomey-Redux
Franco Fanelli |

Mai come questa volta la scelta di chi potesse essere considerato il personaggio dell’anno nel mondo dell’arte è stata dibattuta. Dalle consultazioni interne alla redazione di «Il Giornale dell’Arte» erano emersi due nomi, rappresentativi di due mondi agli antipodi. Da una parte Paul G. Allen, il fondatore con Bill Gates della Microsoft, ma soprattutto, nel nostro caso, il collezionista scomparso nel 2018 la cui raccolta è stata battuta all’asta il 9 novembre da Christie’s a New York ottenendo, per le 150 opere in vendita, la cifra record di 1,5 miliardi di dollari. Cifra che, per disposizione testamentaria, sarà totalmente devoluta in beneficenza.

Dall’altra non una persona ma un collettivo fondato nel 2000 da alcuni artisti indonesiani, i Ruangrupa, che ha curato l’edizione 2022 di documenta a Kassel. Di qua un potentissimo tycoon, al vertice di una delle aziende più influenti e ricche del mondo. Di là una manciata di artisti e creativi secondo i quali l’arte non deve essere complice e oggetto passivo di logiche puramente economiche e finanziarie, bensì farsi portatrice e protagonista del cambiamento radicale di un mondo che invece da quelle logiche è dominato.

C’è chi dice che la loro documenta passerà alla storia proprio per la sua radicalità. Micaela Deiana, inviata di questo giornale a Kassel, ha scritto che «l’intento non era tanto espositivo quanto generativo, per creare così una documenta fatta di contributi arricchenti». A Kassel c’erano «manifestazioni politiche (nella forma di video e props) e pratiche attiviste (…) ma anche progetti agrari, scuole di comunità, espressioni canore e coreutiche, riflessioni più intimiste per un mondo inclusivo e interspecista, dibattiti e feste Bdsm friendly».

Altri visitatori, compresi alcuni addetti ai lavori, sono usciti dalla «non mostra» piuttosto perplessi: poche opere «vere» e spesso di bassa qualità; eccessiva estensione della rassegna; troppa retorica, troppi slogan, troppi proclami. Il 9 novembre al Rockefeller Center l’élite galleristica mondiale (Gagosian, Nahmad, Zwirner e altri) si contendeva quell’incredibile sfilata di capolavori. Il mondo di Paul G. Allen e di Gagosian esisterebbe senza i Ruangrupa? Il numero dei collezionisti di arte contemporanea è aumentato esponenzialmente anche perché l’arte contemporanea è diventata popolare e «necessaria» quanto la moda.

Spesso sembra avere la funzione di un pellegrinaggio penitenziale per ripulirsi la coscienza sporcata dall’edonismo che l’arte e il suo possesso sprizzano da tutti i pori. Nel momento in cui questo giornale va in stampa, gli esecutori testamentari di Allen non hanno ancora rivelato a chi andrà il ricavato dell’asta record. Sappiamo che in vita Allen sosteneva la ricerca sul cancro, l’istruzione, la salvaguardia della natura e della fauna selvatica e le arti del Pacifico nord-occidentale, oltre a sponsorizzare mostre e musei a Berlino, Filadelfia, Vienna, Dublino ecc.

Perché eleggerlo uomo dell’anno? Perché in un periodo di malattia, di guerra, di massacri, di naufragi, di esiziali derive nazionaliste, di ghiacciai che si frantumano, di ragazze uccise per un velo, di minacce nucleari, di imminenti contrasti per l’accaparramento delle risorse essenziali, insomma di tutte quelle cose di cui parlano i Ruangrupa, è riuscito, quale che sia il movente, a restituire all’arte (e non a una sua teorizzazione, ma alle opere, ai suoi Gauguin, Seurat, Cézanne, Wyeth, Jasper Johns, Oldenburg, Freud e Bacon) almeno la funzione di fare concretamente, attraverso il suo essere «merce in vendita», qualcuna di quelle cose, magari del bene, un gesto a favore di altri di cui si era parlato nei 100 giorni di Kassel.

Tutti i premi del 2022 qui

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Franco Fanelli