La passione per l'appassire

Jenny Dogliani |  | Torino

La vanità dei beni materiali, la brevità della vita e la certezza della morte sono il fil rouge delle quattro mostre proposte dal Museo Ettore Fico fino al 28 febbraio.

Sviluppatosi in Olanda nel primo Seicento e poi diffusosi nel resto d’Europa, il genere pittorico delle vanitas è al centro del percorso «Il silenzio delle cose», che analizza le varie declinazioni sul tema con dipinti del XVII e XVIII secolo provenienti da collezioni italiane. Si va dalla raffigurazione di oggetti simbolici come teschi, clessidre, candele e carte da gioco alle nature morte con fiori e frutti appassiti, ad allegorie della vita umana.

Opere di Francesco Solimena, Giuseppe Recco e Bartolomeo Bettera figurano accanto a tele barocche, tra gli altri, di Guido Cagnacci, Jusepe de Ribera, Gioacchino Assereto e Francesco Furini o ai ritratti drammaticamente realistici di uomini anziani dipinti da Pietro Bellotti e Antonio
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