La Palazzina Masieri, che fu negata a Wright e concessa a Scarpa

Per la dimora lagunare, ora oggetto di un intervento da 130mila euro, nel 1954 venne respinto il progetto dell’americano, e nel 1968 venne conferito l’incarico per la riprogettazione degli interni al veneziano

L’esterno della Palazzina Masieri. Foto: John Volpato
Veronica Rodenigo |  | Venezia

L’architetto udinese Angelo Masieri avrebbe voluto una casa studio per la propria famiglia affidandone il progetto a Frank Lloyd Wright, ma un evento tragico ne stroncò prematuramente l’esistenza: Masieri morì nel 1952 in un incidente d’auto proprio in America, poco prima d’incontrare Wright e di discutere con lui i dettagli dell’incarico. Sarà la moglie Savina Masieri a dar seguito all’idea di un Masieri Memorial, una fondazione e una foresteria per studiosi e studenti di architettura all’interno dello stesso palazzo.

Il progetto di Wright, che prevedeva anche il ridisegno della facciata dell’edificio tardo ottocentesco situato lungo il Canal Grande accanto a Palazzo Balbi (attuale sede della Giunta regionale del Veneto), non incontrò il favore dell’opinione pubblica e venne ufficialmente respinto dalla Municipalità veneziana nel 1954. L’anno seguente venne costituita la Fondazione Masieri, presieduta dal rettore dell’Università Iuav e, dopo un periodo di stallo, nel 1968 venne affidato a Carlo Scarpa il mandato di ridisegnare l’interno della Palazzina Masieri lasciando inalterata la facciata esterna. Scarpa viene obbligato a rispettare anche la volumetria preesistente, ma ne reimmagina gli interni con camere per studenti e spazi dedicati allo studio. Scardina inoltre la corrispondenza tra solai interni e facciata determinando un vero e proprio stacco e ricavando un piano in più. I lavori vengono ultimati dopo la sua scomparsa nel 1978.

Per diverso tempo sede dell’Archivio Progetti Iuav e di mostre di architettura, negli ultimi cinque anni la palazzina è rimasta inutilizzata a eccezione della riapertura al pubblico in occasione della Biennale Arte del 2019. Oggi, in virtù di una partnership tra Heritage Asset Management, spin-off approvato dall’Università Iuav guidato da Roberta Bartolone e Giulio Mangano, e Galerie Negropontes, galleria d’arte fondata a Parigi nel 2011 e diretta da Sophie Negropontes, la palazzina è oggetto di un intervento conservativo e di miglioramento impiantistico per l’importo di 130mila euro. A questi nuovi partner spetta inoltre il programma culturale: conferenze sui temi del restauro conservativo e sulla valorizzazione delle opere di Carlo Scarpa e piccoli concerti di musica da camera ispirati al rapporto tra musica e architettura. È inoltre in progetto la riattivazione permanente della foresteria al secondo piano e, a partire dal prossimo anno, nel giorno del compleanno di Angelo Masieri (6 dicembre), un evento annuale per celebrare la figura dell’architetto e la storia della Fondazione.

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Veronica Rodenigo