La natura e il paesaggio nell'arte cinese

Al Rietberg Museum di Zurigo 80 opere in un arco cronologico di sei secoli

«Mille vette e diecimila valli» di Gong Xiang (1618-89). © Museum Rietberg. Foto di Rainer Wolfsberger
Luana De Micco |  | ZURIGO

Il Rietberg Museum racconta, per la prima volta in Europa, sei secoli di storia dell’arte cinese attraverso una selezione di opere di maestri del paesaggio, antichi e contemporanei. La mostra «Nostalgia della natura. La lettura del paesaggio nell’arte cinese» (fino al 17 gennaio) è un percorso in 80 opere che spazia dai lavori di Dong Qichang (1555-1636), pittore e calligrafo della tarda dinastia Ming, nonché influente teorico dell’arte, alle opere recenti di Gao Xingijan (Ganzhou, 1940), artista completo e premio Nobel per la letteratura (nel 2000).

Il Rietberg ricorda che, sin dalla dinastia Ming (1368-1644), il paesaggio raffigurato dai pittori cinesi, lungi dall’essere la semplice copia della natura, ha una valenza simbolica: è in esso infatti che uomo e natura si compenetrano. Il museo accoglie prestiti di istituzioni internazionali, come il Rijksmuseum di Amsterdam e l’Östasiatiska Museet, il museo delle Antichità dell’Estremo Oriente di Stoccolma.

Ma attinge anche a un fondo proprio, arricchitosi grazie al dono del collezionista svizzero Charles A. Drenowatz, a cui appartengono veri e propri capolavori della paesaggistica cinese, come il celebre «Mille vette e diecimila valli» di Gong Xiang (1618-89), artista della dinastia Qing, e «Tornare a casa o vivere in un paese straniero è lo stesso», un rotolo di 13 metri di Xiao Yuncong (1576-1673).

Sempre del Rietberg sono anche opere di Shen Zou (1427-1509), Wen Zhengming (1470-1559), Mei Qing (1624-97) o ancora Bada Shanren (1626-1705). Tra i lavori di artisti contemporanei figurano «The Tree» di Lin Tianmiao e il video «Shanshui» (2009) di Yang Yongliang.

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